Il Rapporto Rifiuti Speciali, che presenta i dati relativi all’anno 2023, è arrivato alla sua ventiquattresima edizione, nasce da una elaborata attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art.189 del d.lgs. n. 152/2006.
Grazie a un sistema conoscitivo sui rifiuti, si può ottenere un quadro di informazioni aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati, in modo da monitorarne l’efficacia e inserire, se occorre, eventuali misure correttive.
L’economia italiana ha registrato una crescita contenuta con aumenti dei valori del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali sul territorio nazionale, rispettivamente pari allo 0,7% e allo 0,5%. Con essa però, è tornata ad aumentare, nel 2023, anche la quantità di rifiuti generati dalle attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale, attestandosi a quasi 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+1,9% rispetto al 2022, corrispondente a più di 3 milioni di tonnellate).
Riguardo il recupero, si evidenzia un dato record, il 73% (130 milioni di tonnellate) degli speciali acquista una nuova vita: di questi, oltre 80 milioni di tonnellate sono rifiuti da costruzione e demolizione che diventano in prevalenza sottofondi stradali e rilevati; 21 milioni di tonnellate di rifiuti di metalli e composti metallici (11,6% del totale gestito) vengono riutilizzati dalle acciaierie del Nord Italia; riciclate le sostanze organiche come carta, cartone e legno (circa il 7% del totale gestito).
Molto positivo il dato sullo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali: rispetto al 2022, diminuisce di 997 mila tonnellate (-11,2%).
I settori interessati
Dai dati rilevati nell’ultimo Rapporto Rifiuti Speciali (scarica qui il documento di sintesi) si rileva che il settore delle costruzioni e demolizioni – con circa 83,3 milioni di tonnellate – è nuovamente quello con la maggiore produzione totale di rifiuti speciali, concorrendo per quasi il 51% alla produzione complessiva.
I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93,8% del totale dei rifiuti prodotti, crescono di 2,8 milioni di tonnellate (+1,9%), quelli pericolosi hanno la stessa inclinazione, aumentando di 193 mila tonnellate (+1,9%). Dunque, i rifiuti speciali non pericolosi sono quasi 154,3 milioni di tonnellate, quelli pericolosi invece, sono poco più di 10 milioni di tonnellate.
Il settore che incide di più sulla produzione dei rifiuti pericolosi con il 36,1%, corrispondente a quasi 3,7 milioni di tonnellate, è senza dubbio quello manifatturiero.
La maggior produzione di rifiuti speciali si evidenzia nel Nord Italia con 94,1 milioni di tonnellate. In testa la Lombardia con 35,9 milioni di tonnellate, il Centro si attesta a quasi 28,1 milioni con la Toscana capolista che genera 10,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Al Sud il valore di produzione è di quasi 42,3 milioni di tonnellate. La Campania, con una produzione complessiva di rifiuti speciali di oltre 11,1 milioni di tonnellate, contribuisce per il 26,4% del totale della macroarea geografica.
I dati sui flussi
Non mancano nel Rapporto anche le informazioni su alcuni flussi di rifiuti che riproducono le maggiori criticità gestionali, per quantità o per complessità:
- Il quantitativo di rifiuti prodotti contenenti amianto si attesta a 240 mila tonnellate;
- Per i veicoli fuori uso, la cui produzione è in calo del 4% rispetto al 2022, il reimpiego e riciclaggio sono pari all’85,8%;
- I quantitativi di pneumatici fuori uso gestiti in Italia sono pari a quasi 500 mila tonnellate (-4% rispetto al 2022);
- La produzione dei fanghi di depurazione delle acque reflue urbane si stima a 3,2 milioni di tonnellate, in leggera contrazione (-0,16%) rispetto al 2022;
- L’81% dei rifiuti da costruzione e demolizione, al netto dei quantitativi relativi alle terre e rocce e ai fanghi di dragaggio, è stato riciclato;
- I quantitativi di rifiuti sanitari pericolosi prodotti sono poco meno di 220 mila tonnellate con un decremento del 5,9% rispetto al 2022.
Il Rapporto completo è scaricabile qui.
Tutti i dati di dettaglio sono consultabili sul Rapporto pubblicato online sul sito dell’Ispra e consultabili e scaricabili sul sito del Catasto Nazionale dei Rifiuti.
Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
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