Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni, soprattutto in ambienti venatori, nel riguardo di un Disegno di legge di riforma della caccia che il Governo intenderebbe presentare, forse già nel prossimo Consiglio dei ministri, per poi mandarlo al Parlamento.
Le Associazioni ambientaliste e animaliste ENPA, LAC, LAV, Lipu e WWF Italia reagiscono respingendo l’impostazione del Disegno di legge, che definiscono un «Inaccettabile atto di arroganza che calpesta la costituzione e limita le libertà e i diritti di tutti aprendo a inaudite forme di violenza sugli animali. Chiamiamo a raccolta il mondo scientifico, culturale e tutti quelli che hanno a cuore la natura e la libertà».
Secondo le Associazioni, si tratta di un testo intriso di ideologia ed estremismo filo-venatorio che di fatto regala ai cacciatori la fauna selvatica e le aree naturali che la Costituzione riconosce come patrimonio di tutti e delle future generazioni, facendosi beffe della scienza e dei diritti dei cittadini.
Le Associazioni ambientaliste e animaliste sottolineano come ci si trovi di fronte a un punto di non ritorno e faranno tutto il possibile per impedire che questo scempio diventi legge, per questo chiamano a raccolta tutti coloro i quali amano la natura e sentono la responsabilità di difenderla da questi attacchi: associazioni, comitati, mondo scientifico e culturale, imprese, singoli cittadini.
Le indiscrezioni sulla riforma
Secondo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano Il Fatto, il governo sta valutando di:
- aumentare il peso del parere del Comitato tecnico faunistico-venatorio (e ridurre quello dell’Ispra)
- definire stagioni più lunghe nei calendari regionali, quantomeno nelle aziende faunistico-venatorie
- consentire la caccia anche nei territori e nelle foreste del demanio statale, regionale e degli enti pubblici in genere
- abolire il limite massimo per gli appostamenti fissi di caccia
- ampliare l’elenco delle specie da usare come richiami vivi e modificare il tetto per il possesso di quelli che provengono da allevamento
- riaprire i roccoli
- allentare le restrizioni per le prove cinofile e l’addestramento cani.
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