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La salamandra pezzata, bella ma poco fotogenica

La salamandra pezzata, bella ma poco fotogenica

Maurizio Bonora Maurizio Bonora 19 Nov 2018

La salamandra pezzata è uno dei nostri anfibi più belli, anche se il suo aspetto da rettile suscita in alcuni un po’ di timore e a volte repulsione. C’è la credenza, poi, che essa sia velenosa, ma questo è vero soltanto in parte e l’uomo non deve avere alcun timore. La pelle della salamandra secerne una sostanza tossica che la rende irritante quando un animale la afferra con la bocca e grazie a questo espediente difficilmente viene attaccata da un predatore. I suoi colori appariscenti stanno proprio a indicare che non è commestibile. Può darsi che un individuo paghi con la vita il danno procurato, per esempio, dal becco di un uccello o dal morso di un riccio, ma tanti suoi congeneri saranno poi risparmiati grazie al suo sacrificio. Il predatore, infatti, si ricorderà dell’esperienza dei colori che gli hanno causato il disgusto ed eviterà di attaccare animali con quel cromatismo. Questo mimetismo al contrario è chiamato mimetismo mulleriano, dal naturalista tedesco Fritz Müller che nel 1878 ipotizzò la spiegazione del fenomeno.

Come è stata scattata la foto

Dal punto di vista fotografico trovo la salamandra pezzata un soggetto difficile da valorizzare, poiché appare goffa e con il capo quasi sempre appoggiato al terreno. Fotografandola con un obiettivo macro si coglie senz’altro la sua livrea molto contrastata, ma nessuna immagine che ho realizzato in questo modo mi ha soddisfatto in pieno. Mi è piaciuto fotografarla, invece con un obiettivo fisheye, in modo da inserire sullo sfondo l’ambiente in cui vive la salamandra pezzata. Mi è stato utile, in questo caso, il 15mm f/2.8 di Sigma, che ha una distanza minima di messa a fuoco di 15 cm. Montando quest’ottica su una full-frame avrei valorizzato meglio lo sfondo, ma non ho resistito alla comodità della Nikon D500 che ha il monitor reclinabile e permette di inquadrare a livello del terreno senza bisogno di sdraiarsi. Tempi di scatto: 1/25 sec. a f/9 e 3200 ISO.

Della salamandra è interessante sapere che nessun esemplare ha le macchie gialle uguali ad un altro. In pratica ogni livrea è unica!

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