Superiamo Aosta, oltrepassiamo il fiabesco castello di Saint-Pierre, oggi Museo di scienze naturali, per arrivare a Villeneuve (670 m/slm). Dal parcheggio torniamo indietro e poco prima del ponte sulla Dora Baltea saliamo per la “rampa”, una larga strada in pietra a gradoni del 1817 che, con salita decisa, costeggia l’impressionante parete rocciosa a picco sul fiume.
All’unico bivio (680 m/slm) si dovrebbe andare a destra ma deviamo provvisoriamente a sinistra, lungo un bel viale alberato che ci porta in leggera discesa alla frazione San Rocco (665 m/slm), dove visitiamo la chiesa romanica di Santa Maria con una cripta del 1184 e affreschi del Tre-Cinquecento.
Guardando verso l’alto, ecco apparire Châtel-Argent che sembra quasi messo in bilico sul dosso.
Torniamo ora indietro per proseguire in salita sul sentiero indicato dal cartello “1B”. Giunti ai primi resti della cinta dell’antico Châtel-Argent, ormai andata quasi del tutto distrutta, andiamo a sinistra raggiungendo l’antica chiesa (745 m/slm) da cui lo sguardo corre verso la bassa valle. Ci spostiamo poi a un pannello che ci indica altri fortilizi posti a vista, o quasi, per poi attraversare un basso recinto e salire ai piedi della torre da cui si apre la vista su Villeneuve e l’alta valle.
Tornati al pannello panoramico, prendiamo ora il sentiero a sinistra delimitato da un mancorrente che ci fa aggirare la sommità del promontorio e una volta al di là, ecco una comoda strada sterrata graduale che passa accanto a un verde vigneto.
Al primo bivio (770 m/slm) effettuiamo un’ulteriore deviazione verso la statua della Madonna degli Alpini, già a vista, scendendo su gradini fino alla terrazza ai piedi della statua (740 m/slm).
Riprendiamo il cammino sulla sterrata e quando questa diventa selciata siamo alla quota più elevata (785 m/slm) e prendiamo a destra seguendo il cartello “1-Villeneuve”.
In forte discesa, a tratti scalinato, perdiamo rapidamente quota fino a raggiungere le prime case di Villeneuve (690 m/slm) e la chiesa parrocchiale, per poi proseguire a destra su via Abbè Cerlogne che ci riporta al parcheggio di partenza.
La storia
La struttura, che poteva ospitare duemila soldati, è datata 1275 progettata, forse, dallo svizzero Magistro Jacobo di Sancto Georgio (1230-1309), architetto del conte Pietro II di Savoia e del re inglese Edoardo I. A colpire è il donjon cilindrico altro 16 metri, con la caratteristica porta d’ingresso a diversi metri di altezza così che, in caso di assedio, si potesse scalzare la scala e restare al sicuro. Altro edificio è la cappella di Santa Colomba del 1050-1070, in puro stile romanico arcaico.
Il nome “Castrum Argenteum” Castello Argenteo, appare già nel 1176 e deriva forse dalla presenza di una zecca al suo interno in cui venivano battute le monete chiamate, per l’appunto, “argent”.
Visita con App
La chiesa di Santa Maria, se chiusa, è visitabile tramite l’apertura automatizzata dell’App “Cultura a porte aperte”.
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 2 km
Dislivello: 150 m
Tempo al netto delle soste: 1 h
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali allerte (regione.vda.it/it/allerta)
Link utili:
- Châtel-Argent. © F. Voglino / A. Porporato
- Châtel-Argent. © F. Voglino / A. Porporato
- Châtel-Argent. © F. Voglino / A. Porporato
- Châtel-Argent. © F. Voglino / A. Porporato
- Châtel-Argent. © F. Voglino / A. Porporato
- Châtel-Argent, il donjon cilindrico altro 16 metri. © F. Voglino / A. Porporato
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