Siamo a Mezzaselva di Roana, nome quanto mai evocativo, e lasciata la vettura negli stalli di via Alfredo Campiglio (1.220 m/slm) imbocchiamo la stradina sterrata che in pochi passi pianeggianti ci porta alla prima delle opere d’arte e alla tenda d’ingresso di SelvArt dove è possibile acquistare souvenir e chiedere informazioni, per poi inoltrarci in questa rilassante e suggestiva passeggiata dove alla natura si mescolano sapientemente opere d’arte, a volte evidenti, altre volte un po’ minimali, mai banali e di buona fattura.
Il tracciato ampio, ben evidente e segnalato, procede in salita graduale così che è possibile lasciarsi avvolgere dall’ambiente in cui ci immergiamo godendo a ogni passo della bellezza sia naturale, sia artistica.
SelvArt è una sorta di museo aperto in continua evoluzione con la creazione di nuove opere, mentre alcune di quelle vecchie andranno a degradare naturalmente.
A oggi sono una trentina le opere presenti, ma non le elencheremo, così da lasciarvi l’effetto wow di alcune di esse. Presso alcune delle sculture troviamo anche panchine e chaise longue in legno, così da soffermarci per ammirarle meglio e per ascoltare il silenzio del bosco Kantregar, immergendoci nei suoi profumi.
Gradualmente i faggi lasciano il posto agli abeti mentre la salita è lieve grazie alle magnifiche opere che si alternano ai tronchi spezzati dalla tempesta, quasi in una sorta di gara artistica tra uomo e natura, accompagnati anche da frasi poetiche ed evocative e pensieri sulla natura.
Nel punto più alto troviamo la grotta Carachighele (1.354 m/slm), un’apertura naturale dal grande impatto scenografico e dall’ottima acustica tant’è che viene utilizzata proprio per spettacoli e concerti.
Da qui scendiamo, a volte in maniera più ripida, guidati anche da ciondoli appesi ai rami e dove è la natura a predominare, caratterizzata anche dal Buso Taghelok, un profondo e suggestivo inghiottitoio naturale che anticipa di poco la chiusura del rigenerante anello.
La tempesta Vaia
Il 29 ottobre 2018 la zona tra Veneto e Trentino fu investita da un’ondata di maltempo caratterizzata da un fortissimo vento con raffiche anche di 200 km orari. Oltre a ingenti danni alla rete elettrica e intere borgate isolate, il risultato fu ettari ed ettari di alberi abbattuti (si stimano 42 milioni), a volte con un impressionante effetto simile ai bastoncini caduti del gioco shangai. Una curiosità riguarda il nome: in Europa è possibile, dietro pagamento, dare il proprio nome a un evento meteorologico. In questo caso il nome è quello di Vaia Jakobs, come regalo da parte del fratello… chissà se la signora ha apprezzato il dono, ma di certo è un nome evocativo che richiama anche “Vāyu”, nome del dio del vento induista.
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 3 km
Dislivello: 140 m
Tempo al netto delle soste: 1 h
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
- SelvArt – Sentiero Arte Natura. © F. Voglino/A. Porporato
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- SelvArt – Sentiero Arte Natura. © F. Voglino/A. Porporato
- SelvArt – Sentiero Arte Natura. © F. Voglino/A. Porporato
- SelvArt – Sentiero Arte Natura. © F. Voglino/A. Porporato
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