Il Coesistenza Festival che si è svolto dal 5 al 7 settembre in Val Canali ha registrato un’affluenza qualificata e numerosi partecipanti, dimostrando quanto questa tematica sia sentita e urgente e si conferma come spazio di confronto, riflessione e narrazione sul delicato equilibrio tra uomo e natura.
Un pubblico di quasi 1000 persone ha assistito agli oltre 30 eventi, tra incontri, passeggiate ed esplorazioni, che hanno affrontato il tema della coesistenza sotto molteplici angolazioni: dal diritto alla gestione, dalla narrativa all’architettura, fino alle sfide della conservazione di specie simbolo come il lupo e l’orso.
Al Coesistenza Festival si è parlato anche di specie scomparse e recenti ritorni, come il gambero di fiume, di piante rare, della loro tutela, della tradizione che ci lega al mondo vegetale e delle dinamiche di ripopolamento naturale.
Le voci di esperti scientifici di livello internazionale hanno arricchito il dialogo con approfondimenti sul ruolo delle comunità nella conservazione, sul dibattito attuale intorno al lupo: declassamento e lupi urbani, e sulle strategie di gestione adottate in Svizzera e in altri Paesi europei.
Centrale anche il ruolo delle università
L’Università di Padova ha offerto uno sguardo innovativo sul paesaggio come lente di lettura della coesistenza, mentre l’Università di Trento ha condiviso studi sulla percezione del selvatico e della natura da parte della società.
Importante e apprezzato il contributo di Luca Corlatti del Parco Nazionale dello Stelvio, esperto di conservazione e gestione delle specie, che si è interrogato sui limiti e i dubbi della conservazione della natura e quello di Fabrizio Fracchia dell’Università Bocconi di Milano, che ha illustrato il ruolo del
diritto nella tutela dell’ambiente.
Le differenti dimensioni della coesistenza
Arte, cultura e scienza si sono fuse per creare un ponte tra le differenti dimensioni della coesistenza. Gli esperti del Muse di Trento hanno arricchito il racconto corale con interventi relativi alle costellazioni e le relative leggende e la coesistenza vista attraverso la lente della letteratura fantascientifica.
Ad aprire i contributi esperti dell’evento Insilva, che per il secondo anno ha fatto parte del programma di Coesistenza Festival, è stato l’interessante intervento di Massimo Bernardi, direttore del Muse di Trento, che ha sottolineato come il momento storico in cui ci troviamo – che parte della comunità scientifica definisce Antropocene – porti l’uomo a riconoscere in se stesso una forza primaria della natura e stia di conseguenza acquisendo consapevolezza delle responsabilità che questo comporta.
Uno spettacolo coinvolgente
Tra gli appuntamenti speciali di questa edizione di Coesistenza Festival, è stato presentato “Selvatico”, uno spettacolo coinvolgente che, attraverso il linguaggio e l’espressività delle maschere tradizionali della commedia dell’arte ha saputo suscitare il “senso del selvatico”. Il pubblico, guidato in una breve itineranza nel bosco, ha vissuto un’esperienza immersiva, una sintesi sensoriale che ha unito teatro, cibo, antropologia e musica dal vivo.
Attrici e attori della Bottega Buffa CircoVacanti hanno interpretato l’anima del selvatico attraverso la figura tradizionale dello Zanni, aiutando i partecipanti a riscoprire timori e fascino della natura.
La serata si è conclusa con una cena preparata dall’associazione locale “Tonadighi strighi” e gestita dai volontari, in un’atmosfera che ha sottolineato l’importanza di ristabilire un legame profondo con la natura e la coesistenza. «L’intuizione di usare il linguaggio del corpo e della Maschera è stata fondamentale nel trasporre in termini performativi i temi promossi dal Coesistenza Festival» spiega Veronica Risatti coordinatrice del gruppo Bottega Buffa Circovacanti. «Per me la Maschera è da sempre espressione di quella parte selvatica che l’essere umano condivide con ogni essere vivente che sia visibile o meno».
«Siamo davvero soddisfatti di questa quarta edizione. Cambiare ogni anno location è sfidante e comporta il dover affrontare e risolvere ogni volta problematiche differenti, d’altro canto però ci permette di raccontare le diverse sfumature, in termini di coesistenza, che caratterizzano il territorio provinciale e incontrare ogni anno nuove e piacevoli sorprese che garantiscono al Festival sempre una veste nuova e sorprendente» spiega Elisabetta Filosi di PAMS Foundation.
Consapevole che il vero futuro di un equilibrio tra uomo e natura si gioca nella comunicazione, nell’educazione e nel dialogo tra tutte le parti coinvolte, Coesistenza Festival vuole continuare a proporre un luogo di dialogo, ascolto e crescita.
Molte le nuove idee per la prossima edizione «Certi che la sfida più grande sarà educare alla responsabilità collettiva e rafforzare il senso di appartenenza a un patrimonio condiviso» aggiunge Anna Sustersic, presidente di PAMS Foundation.
L’appoggio di Partner come il Parco di Paneveggio Pale di San Martino, la SAT che hanno patrocinato l’evento, il Muse -Museo delle Scienze di Trento e le Università di Padova Dissgea e Università di Trento Dipartimento di ingegneria, la Fondazione Gioia e Carlo, Talking Nat e i molti altri che lo hanno sostenuto sono state fondamentali nel definirne la riuscita e la qualità.
La Rivista della Natura è Media partner del Coesistenza Festival.
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