L’Indonesia è uno dei Paesi con il più alto tasso di inquinamento da plastica, di cui ne produce circa 7,8 milioni di tonnellate ogni anno, dei quali 4,9 milioni non sono gestiti correttamente. I fiumi trasportano e scaricano l’83% dei rifiuti di plastica annuali provenienti da fonti terrestri, mentre il restante 17% proviene direttamente dalle zone costiere. L’inquinamento da rifiuti plastici deturpa oramai il suo bellissimo mare e con la ripresa del turismo di massa anche l’isola di Bali, nel cuore dell’arcipelago indonesiano, sta diventando un incubo di buste di plastica galleggianti, bottiglie e barattoli intrappolati tra le alghe e la risacca.
Qui assume ancor più valore il ruolo di Ogyre, la startup italiana che ha implementato la prima piattaforma digitale di fishing for litter per pulire gli oceani con l’aiuto dei pescatori.
Antonio Augeri e Andrea Faldella, i due founder della startup, si sono da poco recati a trovare la community indonesiana di Ogyre per tracciare un bilancio dei risultati del progetto avviato ad aprile 2022: grazie all’attività dei quindici pescatori di Bali partner dell’iniziativa, Ogyre raccoglie 8,5 tonnellate di rifiuti ogni mese.
Sono già 112mila i chili di rifiuti marini pescati dalla flotta locale di Ogyre, di cui 55 mila chili raccolti solo nei primi sei mesi del 2023.

I quindici pescatori di Bali partner di Ogyre raccolgono 8,5 tonnellate di rifiuti ogni mese. © Ogyre
La pesca di rifiuti come fonte di sostentamento per le comunità locali
L’azione di Ogyre è qui ancor più significativa perché ha un impatto diretto anche dal punto di vista sociale sulle comunità di pescatori. In quest’area del mondo la pesca dei rifiuti è, infatti, spesso uguale al compenso delle regolari giornate di pesca, tanto che diventa in molti casi un vero e proprio lavoro da integrare alle normali attività ittiche. Ogyre coinvolge nella sua missione persone e aziende, grazie a una piattaforma tecnologica che permette di contribuire per il mare finanziando direttamente le flotte di pescherecci impegnati nei progetti di raccolta, oppure attraverso l’acquisto di prodotti realizzati in materiali rigenerati, come costumi o piumini.
Le operazioni di recupero dei rifiuti marini in Indonesia sono svolte a Benoa, nell’isola di Bali. Qui una quindicina di pescatori della comunità di Batu Lumbang escono un paio di giorni alla settimana in canoa per recuperare i rifiuti incastrati in una foresta di mangrovie, raccogliendo una media stimata di 8,5 tonnellate di rifiuti ogni mese, pari a 712 chili per pescatore.
Una volta portati a terra, i rifiuti raccolti vengono poi affidati a Eco Bali, il partner locale che si occupa delle attività di smistamento, recupero dei materiali e riciclaggio.
«Visitare la nostra flotta indonesiana ci ha reso ancora più consapevoli di come l’inquinamento sia in quest’area del mondo una minaccia non solo per l’ambiente, ma per la vivibilità stessa dei pescatori locali» commenta Antonio Augeri, founder di Ogyre.
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