Il team del Centro Studi Squali – Istituto Scientifico è appena rientrato dalle campagne di spedizioni scientifiche alle Maldive, dove il governo ha revocato il divieto di pesca degli squali per consentire la pesca commerciale dello squalo centroforo comune (Centrophorus granulosus), il Gulper shark come è chiamato localmente. Questa specie di squalo di piccole dimensioni, che vive in acque profonde e si ciba di piccoli pesciolini, è elencata come in pericolo dalla Lista Rossa delle specie minacciate dell’IUCN a causa della pesca eccessiva. Le femmine di squalo centroforo comune impiegano fino a 17 anni per raggiungere la maturità e danno alla luce solo 4-6 cuccioli per cucciolata. Inoltre, la loro cattura con i palangari, un metodo di pesca indiscriminato, mette a rischio altre specie di squali e pesci di passo.

Centroforo comune (Centrophorus granulosus). © Akademie der Wissenschaften in Wien / Public domain via Wikimedia commons
Un grave danno ecologico
Durante la sua permanenza alle Maldive, la Dott.ssa Francesca Romana Reinero del Centro Studi Squali ha intervistato Zak, guida subacquea maldiviana del Raajee Divers, che ha fatto luce su questa problematica che potrebbe compromettere la sopravvivenza di numerose specie di squali alle Maldive, provocando un importantissimo danno ecologico.
Zak ha sottolineato: «La riapertura della pesca degli squali alle Maldive non si limiterà solo al centroforo comune, ma la pesca di questa specie potrebbe fare da apripista verso specie meno protette per poi espandersi ad altre specie di squali più vulnerabili».
Una scelta dalle conseguenze disastrose per gli squali delle Maldive
Consapevoli e profondamente preoccupati per la riapertura della pesca agli squali alle Maldive, i ricercatori del Centro Studi Squali-Istituto Scientifico sottolineano che riaprire la pesca degli squali è prettamente politica e non tiene conto delle devastanti conseguenze che potrebbe avere, dal momento che il centroforo comune ha un tasso riproduttivo molto lento, che non gli permetterebbe di perpetuare la specie nel corso del tempo se sottoposta a una pesca intensiva.
Fermare questa pesca commerciale degli squali è un obiettivo complesso ed è per questo fondamentale unire le forze locali e internazionali per convincere il governo Maldiviano.
Una leva importante da poter utilizzare è legata all’economia del turismo. Gran parte delle attività economiche locali sono, infatti, legate al turismo sostenibile e all’afflusso di turisti subacquei che ogni anno si recano alle Maldive allo scopo di osservare da vicino la ricchezza dei suoi fondali. È quindi assolutamente doveroso preservare questo luogo come santuario marino.
Il Centro Studi Squali si fa portavoce di questa urgente problematica che necessita di essere risolta immediatamente al fine di preservare e tutelare uno dei più importanti santuari marini di squali al mondo, le Maldive.
Il Centro Studi Squali – Istituto Scientifico fa parte della rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità promosso dalla Regione Toscana. Svolge attività di studio sugli squali, conservazione e didattica, rivolte a studenti, ricercatori e grande pubblico in coordinamento scientifico con le Università della Calabria e di Siena.
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