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Natura
Animali, piante e habitat
CARAPACE ARTIFICIALE

Storia di una tartaruga marina salvata con un guscio 3D

Nel centro recupero tartarughe marine CESTHA, a Marina di Ravenna, sperimentata con successo una tecnica di terapia innovativa

Storia di una tartaruga marina salvata con un guscio 3D
La tartaruga Cenere con lo scudo artificiale.

Worldrise Worldrise 29 Mag 2023

Estremamente magra, con una profondissima ferita che attraversava l’intero carapace e incapace di immergersi sotto la superficie del mare. Così il 18 luglio 2020 è stata trovata Cenere, un giovane esemplare di tartaruga marina Caretta caretta al largo di Cervia (RA) e prontamente recuperata dal Centro Recupero Tartarughe Marine CESTHA, a Marina di Ravenna, il più specializzato in Regione e partner di riferimento su queste tematiche della campagna 30×30 Italia, la campagna per la protezione del 30% dei mari italiani promossa da Worldrise Onlus.

La ferita, causata da un’elica di un natante, era talmente profonda da aver raggiunto la cavità toracica e danneggiato un polmone. Questo tipo di lesioni rappresentano sempre una sfida terapeutica nelle tartarughe marine dato che l’ingresso di acqua nella ferita può causare infezioni.

La prima diagnosi non è stata incoraggiante, ma Cenere, 4 kg di peso, ha da subito mostrato una grande voglia di vivere e anche lo staff del CESTHA ha deciso di non mollare con lei, nonostante la strada si prospettasse molto incerta.

È iniziata quindi una lunga trafila di terapie, che ha portato la tartaruga a subire in un anno e mezzo numerose operazioni chirurgiche di rimozione dei tessuti infetti. La sfida più grande da parte dei ricercatori CESTHA è stata, tuttavia, quella di dover studiare una soluzione per mantenere la ferita asciutta in una tartaruga marina che vive in acqua!

La tecnologia di stampa 3D ha fornito la risposta: sono stati sviluppati sei prototipi di carapaci artificiali, una sorta di guscio aggiuntivo da applicare sopra a quello naturale ferito, con lo scopo di isolare la ferita.

tartaruga ferita

Cenere in fase di guarigione, scudo artificiale e paraspruzzi.

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I modelli si sono evoluti nel tempo, per adattarsi alla crescita della tartaruga e alla progressiva guarigione della ferita.

Questo percorso ha richiesto grandi sacrifici per Cenere, costretta comunque a una più limitata possibilità di movimento, ma è risultato indispensabile per la totale guarigione dell’infezione. Dopo circa due anni, il percorso di cura ha visto la chiusura della ferita e l’avvio di una nuova fase di terapia fisioterapica in vasca profonda. La sua riabilitazione motoria procede ora decisamente spedita.

tartaruga ferita

La tartaruga marina Cenere oggi: la sua riabilitazione motoria procede spedita.

In questi quasi 3 anni nel Centro di Recupero CESTHA, Cenere è cresciuta molto, ora pesa quasi 10 kg ed è diventata sempre più forte e grintosa.

Il suo ritorno in natura è ormai vicino e lo staff CESTHA non aspetta altro che restituirla al suo mare per vederla nuotare libera e come era scritto giocosamente su uno degli scudi… FORZA CENERE!

 

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