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Curiosità dalla Natura

Succiacapre, l’uccello che sa applaudire

Succiacapre, l’uccello che sa applaudire
Succiacapre posato. foto di Claudio Crespi.

Marco Mastrorilli Marco Mastrorilli 7 Mag 2020

Il Succiacapre è uno degli uccelli più singolari. Ci sorprende nell’aspetto, ma soprattutto nelle abitudini. Il maschio di Caprimulgus europaeus, infatti, per conquistare la sua compagna darà luogo tra poche settimane a incredibili evoluzioni aeree che termineranno con uno spettacolare applauso. Un vero e proprio show aereo notturno.

L’origine di un nome tanto strano

L’etimologia di un nome così singolare come Succiacapre, o Caprimulgo (l’altro appellativo con cui è noto e che richiama al verbo latino mulgere, mungere), si lega ad alcune credenze a proposito di questo uccello crepuscolare, riportate anche in alcuni testi antichi, peraltro contraddittori.

Claudio Eliano (Roma, II-III sec. d.C.), filosofo e scrittore, autore de “La natura degli animali”, scriveva: «…disprezza i piccoli uccelli e assale con grande violenza le capre, precipitandosi in volo sulle loro mammelle e, senza temere la punizione da parte del pastore, ne succhia il latte, …».

Anche Plinio il vecchio (23-79 d.C.) lo descrive, nella sua celebrata “Historia naturalis”, con espressioni ancor più ardite: «Ugualmente varia è l’indole degli uccelli, soprattutto in relazione al cibo. Sono chiamati succiacapre uccelli dall’aspetto di un merlo abbastanza grande, predatori notturni; durante il giorno sono privi di vista. Entrano nottetempo negli ovili dei pastori e volando si attaccano alle mammelle delle capre per succhiarne il latte. Dopo questa violenza la mammella si secca e le capre, che sono state munte in questo modo, diventano cieche».

In realtà, niente di più falso. Il nome derivò probabilmente dalla tendenza di questi uccelli a frequentare al tramonto le greggi a caccia degli insetti che trovavano in abbondanza in prossimità degli escrementi degli ovini. Oggi, il sempre maggiore uso di pesticidi e la riduzione delle attività pastorali ha sottratto numerose risorse trofiche a questi uccelli, decretando un declino delle popolazioni in tutta Europa.

L’uccello che inghiotte il vento

Come abbiamo visto, le sue curiose abitudini hanno alimentato numerose leggende, come peraltro capitato ad altri animali di abitudini notturne. Anche la tendenza a passare le ore del giorno posato a terra, mimetizzato tra le foglie e in uno stato di simil letargo ha contribuito a circondare il Succiacapre di un’aura di mistero, conferendogli il compito di accompagnare le anime dei defunti nell’aldilà.

Furono più corretti i francesi, che questo uccello davvero strano lo chiamano con un nome che evoca una delle sue caratteristiche: Engoulevent d’Europe.
Tradotto letteralmente significa “inghiottivento” ed è legato all’abitudine del Succiacapre di alimentarsi tenendo l’apertura boccale aperta, un po’ come fanno le balene: inghiottendo vento, ingerisce anche le prede.
I succiacapre sono uccelli insettivori e volatili molto territoriali, tanto da accanirsi nel rispondere ai richiami registrati. Difendono il loro territorio con prolungate planate, un volo sfarfallante, avvicinandosi a dismisura alla fonte del suono e regalando emozioni incredibili a chi li incontra.
Che sia un volatile davvero strano lo dimostra persino il suo abito, costituito da un piumaggio molto mimetico, criptico al punto da renderlo invisibile nella brughiera e nella macchia mediterranea che sono tra i suoi ambienti preferiti.

Ma se quest’estate riuscirete ad ascoltare un trillo prolungato, che gli inglesi chiamano churring ricordate che il protagonista è lui, il Succiacapre, il pennuto che sa applaudire.

 

Ascolta l’applauso del Succiacapre

https://rivistanatura.com/wp-content/uploads/2020/05/applauso-succiacapre-prodotto-con-le-ali-.mp3

 

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