Gli ambienti naturali, e in particolare gli stimoli visivi offerti dalle aree verdi, possono diventare potenti strumenti rigenerativi, capaci di risollevare lo spirito e il morale dopo situazioni di stress e affaticamento dell’attenzione.
Inoltre, esistono studi che giungono alle medesime conclusioni anche nel campo dei paesaggi sonori. Basti pensare a suoni naturali come lo scorrere dell’acqua, i richiami degli animali e il fruscio del vento.
Il canto degli uccelli è uno degli elementi più noti e presenti durante la nostra esperienza all’aperto.
Le centinaia di specie originarie del continente europeo si trovano, sia nelle aree verdi urbane, sia nelle campagne. Non sempre risultano visibili, soprattutto per chi non è un esperto birdwatcher, ma riuscire a riconoscere i canti delle diverse specie consente di accertarne la presenza.
I canti degli uccelli sono frequentemente presi in esame nelle ricerche che studiano la capacità di attenzione e il recupero dallo stress attraverso suoni naturali e paesaggi sonori.
Uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Psychology e condotto da Eleonora Ratcliffe e dal suo team ha scoperto, attraverso interviste semi-strutturate a un campione di adulti tra i 22 e i 74 anni, che i canti e i richiami degli uccelli sono i suoni naturali più efficaci contro lo stress percepito e per il ripristino dell’attenzione.
In alcuni casi, l’associazione tra il canto degli uccelli e la percezione emotiva evocata può generare sensazioni molto particolari. Ad esempio, uno studio condotto da Cocker una decina di anni fa ha mostrato che il canto dei gufi suscita sentimenti opposti: positivi se si pensa alla proverbiale saggezza di questi rapaci notturni, o negativi, se si ricollegano alla morte.
Anche il canto del pettirosso in inverno è associato a un senso di ottimismo, pace e allegria, per non dire dell’armonia infusa dai gorgheggi dell’usignolo, considerata la voce più bella della natura.
In alcuni casi, il canto degli uccelli può diventare ancora più efficace come moderatore dello stress se associato alla musica classica, creando un “cocktail acustico” particolarmente rigenerativo.
A volte scatenano l’effetto opposto
Non tutti i suoni degli uccelli, tuttavia, sono considerati utili per questi processi rigenerativi.
I ricercatori hanno analizzato oltre 100 canti di uccelli e alcuni di questi richiami non hanno mostrato alcuna influenza positiva sulle condizioni di stress.
Anzi, come accade con i versi prodotti dai gabbiani o da alcuni corvidi, alcuni suoni possono generare addirittura paure, tensione e irrequietezza.
Approfondendo questa materia, gli studiosi hanno osservato che l’associazione tra immagini visive della natura e suoni rende più efficace l’azione di moderazione dello stress e di ripristino dell’attenzione.
Per comprendere meglio come e perché il canto degli uccelli possa offrire benefici, i futuri studi dovranno investigare una grande varietà di suoni considerando, però, non solo le loro proprietà acustiche, ma anche estetiche ed evocative che, come abbiamo detto, vedono alcuni uccelli (i corvidi ad esempio) penalizzati.
Gli effetti benefici dei canti degli uccelli sono ormai accertati. Se non ci avete mai fatto caso, ascoltateli concentrandovi. Provare per credere.
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