La prima orma di dinosauro trovata in Italia è un’orma “tridattile” lunga 6-8 cm, lasciata nel Triassico dei Monti Pisani (Fig. 1, n. 6). Inizialmente attribuita a Grallator, è stata poi reinterpretata come Anomoepus. A questo punto vi aspettereste di trovare una raffigurazione di Grallator e Anomoepus per poterli confrontare, o di vedere un loro scheletro in qualche museo. Non sarà così.
Una cenerentola introvabile
Grallator e Anomoepus identificano solo una tipologia di orme, sono cioè delle “icnospecie” o “specie-impronta”; dalle orme, infatti, non è possibile risalire alla specie precisa (tranne poche eccezioni) ma al “tipo di gruppo” di specie che le ha lasciate. Significa che diverse specie potrebbero “calzare” l’orma di Grallator o Anomoepus, ma individuare la “specie cenerentola” è assai difficile. Quel che è certo è che Grallator e Anomoepus sono vissuti nel Triassico superiore e che il primo era un “teropode” mentre il secondo era un “ornitopode”. Oltre alle orme di teropodi e ornitopodi, nei siti italiani sono presenti anche quelle di altri gruppi, come “sauropodi”, “prosauropodi” e “anchilosaurini” (Fig. 2).
Orme e forme
Anche le orme di ornitopode sono tridattile, ma appaiono più tozze e smussate rispetto a quelle di teropode per via di artigli meno aguzzi e un dito centrale non eccessivamente più lungo degli altri. Quelle di prosauropode e sauropode sono arrotondate-ovaleggianti, con quattro dita corte e piedi più grandi (e allungati) delle mani. Le orme di anchilosaurini, anch’esse tondeggianti, tendono ad avere cinque dita nelle mani (più piccole) e tre o quattro nei piedi.
Chi erano i gruppi
I teropodi erano carnivori bipedi, alcuni piccoli come il Velociraptor (distinti come teropodi “coelurosauri”), altri assai più grandi, come Ceratosauro, Megalosauro, Allosauro, Tirannosauro e Spinosauro (teropodi “carnosauri”). Gli ornitopodi erano erbivori bipedi o “semi-bipedi” (capaci di muoversi sulle zampe posteriori poggiando saltuariamente le anteriori, più corte), antenati degli “adrosauri” dal “becco d’anatra” e degli “iguanodontidi”. I sauropodi erano grandi erbivori quadrupedi a collo lungo, mentre i prosauropodi, anch’essi erbivori ma semi-bipedi, erano i loro antenati più piccoli. Gli anchilosaurini erano strani erbivori quadrupedi massicciamente corazzati.
Orme del Triassico superiore
Tra le orme di questo periodo troviamo quelle dei primi teropodi della storia; erano agili e snelli, alti circa un metro e lunghi fino a due. Alcune orme più grandi (30-35 cm; Fig. 1 n. 4, 5a, b) indicano l’esistenza di esemplari oltre i due metri di altezza e 5-8 di lunghezza. Alcune piste (Fig. 1, n. 1-3) includono orme (lunghe 10-12 cm) appartenenti a “ornitopodi” arcaici e a “prosauropodi” (15-40 cm), come nel caso di quelle della Val di Fraele.
Orme del Giurassico
Le orme del Giurassico inferiore (190-200 milioni di anni fa) si trovano nella formazione dei “Calcari Grigi” dell’area prealpina. Le più importanti sono le piste dei Lavini di Marco (a sud di Rovereto) e dintorni (Fig. 1, n. 8, 9). Si tratta di migliaia di orme in gran parte di teropodi, accompagnate da quelle dei primi sauropodi (lunghi fino a 10 m) e di piccoli ornitopodi (lunghi non più di 1-2 metri). Passando dalle Prealpi all’Appennino, le uniche orme giurassiche sono databili a circa 150 milioni di anni fa (Giurassico superiore); sono state trovate su alcuni blocchi di calcare utilizzati come frangiflutti nel porto di Mattinata (Fig. 1, n. 10) e appartengono a teropodi coelurosauri.
Orme del Cretacico inferiore
I blocchi del porto di Mattinata provenivano dalla Cava di Borgo Celano (Fig. 1, n. 11), dove sono state trovate più di cinquanta orme in strati del Cretacico inferiore (125-135 milioni di anni fa). La maggior parte appartengono a teropodi, ma sono presenti anche orme di ornitopodi “adrosauri”, sauropodi e anchilosaurini. Alcune orme di teropode misurano fino a 40-45 cm, indicando esemplari ben oltre i due metri di altezza e 6-8 di lunghezza.
Troviamo orme del Cretacico inferiore (115-125 milioni di anni fa) anche sul Monte Cagno e sui Monti Aurunci (Fig. 1, n. 13, 14). Sul Monte Cagno un’orma di teropode mostra anche il solco del metatarso (per una lunghezza totale di 135 cm), a testimoniare che un predatore lungo intorno a dieci metri si era accovacciato sul fango carbonatico, forse per rinfrescarsi. Le impronte dei Monti Aurunci (un’ottantina) sono attribuibili a teropodi medio-piccoli e a sauropodi di medie dimensioni (comunque grandi quanto uno o due elefanti). In quest’area vivevano anche teropodi a collo lungo chiamati “ornitomimosauri”, come testimonia un’orma trovata in un blocco di calcare nel porto-canale di Rio Martino (Fig. 1, n. 15).
A nord di Lazio e Abruzzo, un’orma di teropode (lunga 35 cm) risalente a questo stesso periodo è stata trovata in un altro blocco frangiflutti, nel porto di Ravenna; si pensa provenga da una cava friulana presso Sarone (Fig. 1, n. 16).
Orme del Cretacico superiore
Circa duecento orme di teropodi di taglia medio-piccola e sauropodi di taglia media sono state scoperte in calcari di circa 95 milioni di anni fa in una cava dei Monti Lepini (Fig. 1, n. 17). In Puglia, vicino Altamura (cava Pontrelli), è stato scoperto uno dei siti più grandi e spettacolari d’Europa, con circa trentamila impronte (dimensioni variabili da 5 a 50 cm) risalenti a 85 milioni di anni fa (Fig. 1, n. 18). Prevalgono orme di sauropodi, teropodi, anchilosaurini e ornitopodi adrosauri.
Nella prossima puntata vedremo più in dettaglio quali erano i dinosauri italiani e il ruolo della deriva dei continenti nel determinare la loro presenza in un contesto prevalentemente marino come quello della proto-Italia del Mesozoico.
(continua…)
Prima parte – Una storia fatta più di orme che di scheletri
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