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Scienza
paleontologia

Chi era Tito, il dinosauro che visse in Italia 112 milioni di anni fa

Chi era Tito, il  dinosauro che visse in Italia 112 milioni di anni fa
Illustrazione: Davide Bonadonna

Laura Floris Laura Floris 19 Apr 2016

Si chiama Tito ed è il “nuovo” dinosauro, per l’esattezza il quinto, rinvenuto su suolo italico.
A darne la notizia proprio oggi è stato Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano che insieme ad altri colleghi – Gustavo Pierangelini (ingegnere e paleontologo autodidatta), Federico Famiani (Università di Camerino), Andrea Cau (Università e Museo “Cappellini” di Bologna) e Umberto Nicosia (“Sapienza” Università di Roma) – ha effettuato lo studio su una vertebra e su alcuni frammenti fossilizzati trovati a poche decine di chilometri da Roma intrappolati nelle pietre di un muretto a secco.

Le ossa appartengono al primo dinosauro erbivoro quadrupede dal collo lungo che sia mai stato trovato in Italia e raccontano come anche nel nostro paese – a differenza di quanto ritenuto sino ad oggi – 112 milioni di anni fa vivessero animali di grandi dimensioni, come i Titanosauri, da cui il nome informale assegnato dai paleontologi al nuovo sauropode. Non solo, Tito sarebbe il più antico rappresentante del gruppo dei Titanosauri ritrovato in Europa meridionale. Si ipotizza che l’animale quando morì fosse un sub adulto di 6 metri del peso di 600-700 chili.

tito

«La presenza in Italia centrale di un dinosauro medio-grande – spiega Dal Sasso – indica che nel Cretaceo inferiore la nostra paleo-penisola doveva formare una catena di piattaforme più ampie del previsto, che consentivano il passaggio di dinosauri e altri animali terrestri tra Africa ed Europa attraverso il Mare di Tetide, antenato del Mediterraneo. La scoperta dunque aggiunge dati paleogeografici importanti per la conoscenza della preistoria d’Italia».

La scoperta
Qualche anno fa un signore di nome Antonio Bangrazi si accorge che nei massi con cui sta costruendo un muretto all’interno della sua proprietà – tra i Monti Prenestini, a meno di 50 km da Roma – sono presenti dei resti di ossa fossilizzate. Giunti nel 2012 al Museo di Storia Naturale per essere valutati dal paleontologo Cristiano Dal Sasso, i massi hanno restituito il fossile di una preziosissima vertebra caudale e altri frammenti grazie ai quali oggi è possibile raccontare una storia del nostro paese che ancora non conoscevamo. Fino a ieri, infatti, in territorio italiano erano stati ritrovati solo dinosauri di “taglia” contenuta (il primo e il più famoso dei quali è il “cucciolo” Ciro, ndr) mentre, come già detto, le nuove ossa appartengono a un sauropode di taglia medio-grande appartenente al gruppo dei Titanosauri.

Le connessioni con l’Africa
La particolare somiglianza con il titanosauro africano Malawisaurus fa pensare che gli antenati di Tito abbiano attraversato il mare di Tetide approfittando di un “ponte filtrante” composto da una catena di isole e penisole che emergevano sporadicamente con l’abbassamento del livello del mare, laddove oggi si trova l’Italia.
«Orme di titanosauro, trovate sempre in territorio laziale, indicano che questi episodi di emersione erano più frequenti di quanto pensassimo” – spiega Umberto Nicosia».
La prova del nove è arrivata dalle analisi eseguite da Andrea Cau, esperto in analisi filogenetiche e paleobiogeografiche: «Dai test risulta che il titanosauro italiano ha una parentela più stretta con quelli africani ed eurasiatici, rispetto ai titanosauri di altre regioni paleogeografiche. Dunque in qualche modo queste popolazioni entravano in contatto tra loro».

L’articolo scientifico a supporto di questa scoperta, intitolato “First sauropod bones from Italy offer new insights on the radiation of Titanosauria between Africa and Europe”, è ora online sul sito della quotata rivista Cretaceous Research (Elsevier).

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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