È un tubero dal sapore dolce e delicato, simile al carciofo, ma la sua forma ricorda la patata, solo un po’ più irregolare e con una buccia sottile e digeribile.
Il topinambur (Helianthus tuberosus L.) appartenente alla famiglia delle Compositae Tubuliflorae ed è una vera pianta della salute, di origine americane.
I suoi fiori sono meravigliosamente di colore giallo oro e i sui tuberi di rosso violaceo o bianco.
In Italia il topinambur risulta poco coltivato. In Piemonte viene consumato crudo in insalata o nella tradizionale Bagna cauda.
Proprietà benefiche
Ha un’azione probiotica, in quanto è ricco di inulina, una sostanza che, quando viene digerita, non produce glucosio: quindi significa che può essere mangiato anche da persone diabetiche per tenere sotto controllo la glicemia, a differenza della patata che contiene amido, quindi zuccheri.
Il topinambur è molto apprezzato per le sue molteplici proprietà:
- rafforza il sistema immunitario;
- riduce il colesterolo e i trigliceridi;
- regolarizza l’intestino;
- facilita la digestione;
- combatte le malattie cardiovascolari;
- ha un effetto diuretico;
- aiuta il fegato a depurare il corpo;
- è ottimo per combattere la ritenzione idrica.
Il topinambur è ideale nelle diete dimagranti, perché è ipocalorico e, grazie al suo alto contenuto d’acqua, favorisce la sazietà.
L’uso in cucina
Il topinambur si dimostra tra le specie più valide per la produzione di sciroppi di fruttosio, il dolcificante sostituto del saccarosio.
Questo tubero, relativamente poco conosciuto, è un gustosissimo alimento, da mangiare sia crudo sia cotto. Io lo consiglio spesso per affrontare i periodi di stress fisico e psicofisico, perché è un ottimo energizzante.
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