1° aprile 1871
Mio caro Riboli,
V’invio una lettera della Signora Winter.
Vi prego d’istituire tale Società annoverando la Signora come Presidente ed io come socio.
Vostro,
Garibaldi
Con questa stringata lettera spedita da Caprera l’Eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, fa la mossa decisiva per la fondazione dell’Ente Nazionale Protezione Animali.
L’iniziativa del Generale nasce da una fitta corrispondenza con Anna Winter, traduttrice inglese e paladina dei diritti degli animali. Anna Winter gli scrive da tempo chiedendogli di favorire la fondazione di una società per la protezione degli animali in Italia e Garibaldi invitata il suo medico personale, Timoteo Riboli, ad attivarsi allo scopo. Il simbolo del Risorgimento italiano ama gli animali al punto da vivere a Caprera con un gran numero di animali da cortile, primo fra tutto la sua amata cavalla bianca di nome Marsala.
Dopo 150 anni, questa storica lettera è tornata a Caprera in occasione dell’inaugurazione della mostra permanente sulla storia dell’Enpa ai Musei Garibaldini e dell’emissione di un Bollo speciale di Poste Italiane.
Quella missiva del 1871, della quale viene esposta una copia anastatica, è l’inizio della storia della Protezione Animali in Italia. In alcune città c’erano già piccole società protettrici, ma la Società avviata da Garibaldi e fondata a Torino aveva l’obiettivo di realizzare l’unità d’Italia anche sul fronte protezionistico.
La mostra “La Repubblica degli Animali” (con testi in italiano e in inglese) riproduce importanti documenti storici e materiale proviene dall’Archivio Storico dell’Ente Nazionale Protezione Animali, classificato e vincolato come archivio dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e depositato a Roma presso l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Museo centrale del Risorgimento.
«Con la manifestazione di Caprera – dichiara Carla Rocchi, Presidente Nazionale Enpa – il nostro Ente si avvia a concludere le iniziative dell’anno del suo 150mo compleanno. Festeggiamo non in chiave autocelebrativa ma per ricordare alla politica, alla società, al mondo della cultura che l’intuizione garibaldina di proteggere tutti gli animali in tutto il Paese è stata perseguita costantemente e tenacemente. Se oggi l’Italia ha il miglior complesso di leggi per la tutela degli animali al mondo è merito anche di quella intuizione e delle centinaia di migliaia di volontari che mai si sono fermati in centocinquant’anni assicurando il loro impegno quotidiano anche nel corso delle due guerre mondiali del Novecento».
La mostra
“La Repubblica degli Animali – Giuseppe Garibaldi precursore dei diritti degli animali”
La mostra permanente si sviluppa su un percorso costituito da sette pannelli di formato 100×70 centimetri con contenuti testuali in italiano e in inglese, documenti originali (alcuni inediti) e foto, in quattro capitoli.
Giuseppe Garibaldi, fondatore della Protezione Animali in Italia.
Ricostruisce l’inizio dell’impresa: i protagonisti, le difficoltà e le incertezze. Fino alla definizione del primo statuto della Società Protettrice degli Animali, poi pubblicato a Torino nel 1872 in quattro lingue.
Il Generale protettore degli animali e (quasi) vegetariano.
Il capitolo è un focus sulla figura di Giuseppe Garibaldi e sulla sua sensibilità per gli animali e per le piante. Si narra della adorata cavalla Marsala, del cane Guerrillo, un cane disabile (aveva tre zampe) che Garibaldi salvò durante la battaglia di San Antonio, in Uruguay, e poi portò con sé in Italia, probabilmente morto successivamente durante l’Assedio di Roma del 1849.
L’iniziale freddezza degli inglesi, poi la Regina Vittoria d’Inghilterra accetta il patronato onorario.
La costituzione della Società Protettrice degli Animali non fu una impresa semplice, nonostante la presenza di Garibaldi tra i fondatori. Alla indifferenza iniziale degli italiani e alla mancanza di fondi si aggiunse la freddezza dei protezionisti inglesi. Fu Anna Winter a trovare le risorse necessarie per fondare la Società, mentre il medico Timoteo Riboli riuscì a coinvolgere la stampa al fine di fare sensibilizzazione.
Dalla Società Protettrice degli Animali all’Enpa: dal sentimento di pietà verso gli animali ai diritti degli animali. Il sogno garibaldino di una “unità d’Italia” dei protezionisti.
L’ultimo capitolo parte dalle prime iniziative della Società Protettrice degli Animali e arriva al 1979, anno in cui l’Enpa (denominata così a partire dal 1938 in virtù di una legge dello Stato) smette di essere ente di diritto pubblico e diventa Ente Morale di diritto privato. In questo lungo passaggio si realizza il sogno garibaldino di un ente presente in tutto il Paese.
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