Konrad Steffen, ricercatore di grande fama, è stato un pioniere nella ricerca sui cambiamenti climatici. Svizzero, aveva 68 anni e con 40 anni di ricerche in Artico e Antartico era uno degli scienziati più autorevoli sul tema dei cambiamenti climatici. È morto precipitando in un crepaccio durante i rilievi sul campo nella stazione metereologica Swiss Camp in Groenlandia.
Ryan R. Neely, uno scienziato del clima dell’Università di Leeds, in Inghilterra, che ha studiato con Steffen, ha spiegato al Times che i crepacci erano finora sconosciuti in quella zona, ma che il riscaldamento del clima ha causato tensioni sulla calotta glaciale e le conseguenti voragini. E ha concluso amaramente: «Sembra che il cambiamento climatico lo abbia in realtà rivendicato come una vittima». La causa per cui si è battuto tutta la vita gli ha chiesto il prezzo più alto.
Era direttore dal 2012 dell’Istituto federale svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). È stato anche professore di architettura, ingegneria civile e ambientale al Politecnico federale di Losanna e professore all’Istituto Atmosfera e clima del Politecnico di Zurigo. Era sposato e aveva due figli.
- Konrad Steffen. © WSL
Con l’attività scientifica svolta allo Swiss Camp, Steffen aveva raccolto una serie di dati di estremo valore sul cambiamento climatico, con i suoi studi ha avuto un forte impatto nel campo della scienza del clima e ha spesso illustrato le problematiche del cambiamento climatico ai leader politici e all’opinione pubblica.
Lo ricordiamo anche per il suo lavoro come consulente scientifico per diversi film-documentario sul clima, quali Chasing Ice (2012), Earth: The Climate Wars (2008) ed Earth: The Power of the Planet (2007).
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