Entro fine anno diventerà operativo in Italia il sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) anche per il settore moda-abbigliamento. Oggi, circa 17,7 kg per abitante di rifiuti tessili finiscono ancora nell’indifferenziata, a fronte dei soli 3 kg intercettati dai canali ufficiali per recupero di materiale.
Il Consorzio Erion Textiles dedicato alle Aziende del settore Tessile, dopo la sperimentazione avviata a Napoli e Torino, ha portato il progetto “Raccogli-AMO” per la raccolta in negozio dei rifiuti tessili anche a Milano, in collaborazione con Amsa e con il patrocinio del Comune di Milano.
Quindici punti vendita hanno già aderito all’iniziativa, aprendo le porte a una nuova abitudine di consumo responsabile. Si tratta di un progetto dalla duplice importanza: da un lato, sensibilizzare i consumatori sul corretto conferimento dei rifiuti tessili, dall’altro sperimentare gli obblighi normativi legati all’avvio dell’EPR.
Le differenze tra piccole città e grandi Comuni
In Italia solo il 28% dei rifiuti tessili (pari a 1,95 milioni di tonnellate) viene differenziato correttamente. Il restante 72% finisce nell’indifferenziato, senza che avvenga alcun recupero di materiale.
Il fenomeno risulta particolarmente evidente nei grandi centri urbani: nelle città con più di 100.000 abitanti, i canali ufficiali riescono a intercettare solo il 9% del rifiuto tessile generato, mentre nei Comuni sotto i 100.000 abitanti la quota sale in media al 17%. I dati mostrano, inoltre, che la presenza di servizi di ritiro “porta a porta” contribuisce a ridurre la quantità di tessili rinvenuti nell’indifferenziato.
Come funziona “Raccogli-AMO”?
I consumatori potranno conferire gratuitamente, nei punti vendita aderenti all’iniziativa, i capi di abbigliamento che non utilizzano più o giunti a fine vita. I rifiuti tessili saranno ritirati e avviati presso filiere autorizzate gestite da Amsa, società del Gruppo A2A che si occupa dei servizi di raccolta dei rifiuti e di igiene urbana nella città di Milano.
In base allo stato dei materiali, alla loro composizione e alle condizioni di mercato, i tessili potranno essere destinati a riuso, riciclo, valorizzazione energetica o, se non esistono alternative tecnicamente praticabili, a smaltimento.
Non tutti i rifiuti tessili hanno lo stesso destino: proprio per questo la corretta modalità di conferimento rappresenta un elemento centrale della sperimentazione. Nei contenitori sarà infatti possibile inserire, in sacchetti ben chiusi abbigliamento, accessori (borse, zaini, cinture), calzature e tessuti per la casa puliti. Non sarà possibile introdurre scarpe e borse gravemente danneggiate e materiale irrimediabilmente sporco.
«Amsa è impegnata ad accrescere la qualità e l’efficacia della raccolta differenziata attraverso servizi vicini alle esigenze dei cittadini. Questa sperimentazione permette di sviluppare nuove modalità di intercettazione dei rifiuti tessili, ampliando le opportunità di conferimento e contribuendo a migliorare l’indice di differenziazione di Milano, che oggi si attesta al 63%» ha commentato Marcello Milani, Amministratore Delegato di Amsa.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




