Anche le tradizioni più vecchie si sgretolano sotto i colpi inarrestabili del progresso e così un’istituzione storica come il Royal North Devon Golf Club, fondato nel lontano 1864, ha deciso che, dal gennaio 2020, i tee da golf in plastica saranno banditi e considerati fuorilegge.
Per chi non è pratico di golf, il tee è un termine inglese che indica un chiodo con la testa concava, che serve a rialzare da terra l’appoggio della pallina, prima che venga colpita verso la buca.
In origine erano in legno, ma poi per semplicità costruttiva ed economicità sono stati tutti o quasi prodotti in plastica.
Questi chiodini, che si spezzano con facilità, sovente sono lasciati su terreno e gli ornitologi inglesi li trovano spesso nei nidi degli uccelli.
Altre volte i chiodini vengono frantumati dalle falciatrici trasformandosi in microplastiche, particolarmente dannose per le pecore e le mucche che periodicamente pascolano nell’area e, nondimeno, per gli uccelli marini che frequentano la vicinissima spiaggia di Westward.
Pertanto, se vorrete giocare nel più vecchio campo da golf d’Inghilterra e uno dei più antichi del mondo, lo dovrete fare usando dei tee in legno.
Una scelta rispettosa dell’ambiente che ci si augura sia presto seguita da provvedimenti ecocompatibili anche sul versante della gestione dei tappeti erbosi che in tutto il mondo ricorre spesso all’uso di numerosi prodotti chimici.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




