In sei anni dedicati alla conservazione degli elasmobranchi, squali e razze, il progetto LIFE ELIFE ha ottenuto significativi i risultati nello studio di strumenti alternativi di pesca che riducano i rischi di catture accidentali che si verificano durante le operazioni di pesca professionale.
Soluzioni per far fronte al declino delle popolazioni di squali e razze nel Mar Mediterraneo
Secondo la Lista Rossa IUCN, quasi la metà delle oltre 70 specie di elasmobranchi del Mediterraneo è minacciata. Oltre all’impoverimento ambientale degli ecosistemi costieri e all’inquinamento, una delle maggiori cause di questa emergenza è dovuta alle catture accidentali che si verificano durante le operazioni di pesca professionale.
Per far fronte a questa minaccia, sono stati sperimentati attrezzi da pesca innovativi e selettivi per la pesca a strascico e per la pesca con i palangari.
La pesca a strascico
L’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM) del CNR di Ancona ha testato due SED (Shark Excluder Device/dispositivo di esclusione per squali), montati prima del sacco della rete: una griglia rigida in alluminio e una griglia flessibile in plastica ad alta resistenza (Flexgrid).
Le sperimentazioni in mare hanno coinvolto 9 pescherecci e circa 40 pescatori, e si sono svolte in diverse stagioni e nelle seguenti marinerie: Chioggia, Porto Garibaldi, San Benedetto del Tronto, Mazara del Vallo e Lampedusa.
I risultati dei test hanno dimostrato la potenziale efficacia di queste griglie nel prevenire la cattura di squali di grandi dimensioni, senza compromettere significativamente le catture commerciali.
La pesca con il palangaro
Il palangaro è lunga lenza, con inseriti a intervalli regolari spezzoni di lenza più sottile con ognuno un amo. Le sperimentazioni hanno riguardato l’utilizzo del palangaro pelagico a basso impatto, che è armato di ami circolari (C-hooks) che sostituiscono i tradizionali ami a forma di J (J-hooks).
Gli ami circolari costituiscono una valida alternativa, perché consentono di catturare le specie bersaglio, come il pesce spada (Xiphias gladius) e al contempo facilitano il rilascio di altre specie catturate accidentalmente, grazie all’estrazione facilitata dell’amo dalla bocca dell’animale.
L’attività dimostrativa con il palangaro pelagico a basso impatto ha visto coinvolte le seguenti marinerie: Loano, Calasetta, Monopoli, Cirò marina, Aci Trezza e Cipro.
Produzione di materiali informativi
Parallelamente alle sperimentazioni, sono stati prodotti materiali informativi sulla corretta manipolazione di squali e razze, che sono stati forniti ai pescatori, coinvolti in vari momenti di formazione.
Sono stati creati, quindi, 10 sportelli informativi, che hanno assistito più di 300 pescatori nella ricerca di finanziamenti per la loro attività.
Il coinvolgimento dei pescatori è stato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione che il progetto si era prefissato, ma si è lavorato anche sulla parte di governance, per garantire una sostenibilità futura dei risultati, tramite l’elaborazione di un piano di gestione degli elasmobranchi per le aree marine protette italiane e un piano nazionale di gestione per Cipro.
Il progetto LIFE ELIFE, avviato a fine 2019 e giunto ora a conclusione, ha come obiettivo di migliorare la conservazione di alcune specie di elasmobranchi (squali e razze) nel Mar Mediterraneo, promuovendo pratiche di conservazione nel contesto della pesca professionale, attraverso azioni pilota e dimostrative messe in atto nei porti italiani, greci e ciprioti, con il coinvolgimento diretto dei pescatori.
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