Lasciata la vettura poco oltre la chiesa (1.235 m/slm), torniamo indietro all’edificio sacro dedicato a Santo Stefano (1220 m) per dirigerci quindi verso l’evidente edificio giallo con l’insegna delle Poste. Proseguiamo sulla via in salita che ci porta presto ad abbandonare le abitazioni, ben guidati dal cartello “Big Bench”.
Percorrendo una strada asfaltata arriviamo alla borgata Saret (1.281 m/slm) dove la via si fa sterrata e dopo un breve tratto panoramico, guidati anche dal cartello “San Giacomo”, ci immergiamo in una prima zona boschiva di gialli aceri montani, superando alcuni ruderi.
La comoda e ampia sterrata ci porta in pochi passi a un gruppo di bianche ed eleganti betulle prima di inoltrarci tra i benefici faggi il cui sottobosco si caratterizza per l’assenza di altre essenze, soffocate dalle foglie rossicce su cui si elevano i grigi tronchi lisci.
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
La sterrata ci porta al punto più elevato del tragitto (1.360 m/slm), da qui una breve discesa ci accompagna ai pascoli dove troviamo lei: una grande, immensa panchina oversize su cui sedersi per sentirsi nuovamente bambini e con, alle spalle, il re di pietra, sua maestà il Monviso.
Poco oltre sorgono i ruderi della Cappella di San Giacomo (1.348 m/slm), di cui non si conosce l’anno di costruzione ma si sa di sicuro che esisteva già prima del Seicento. Curiosamente, era dedicata a San Michele ma da sempre è stata registrata la doppia devozione tanto a San Michele, festeggiato il 29 settembre con l’accensione di un falò come ringraziamento per la stagione lavorativa in chiusura, quanto a San Giacomo, festeggiato il 3 maggio per invocare la protezione sulla stagione in avvio.
A metà del Settecento, dopo Messa, era abitudine far merenda sotto i faggi mentre ai primi del Novecento presso la chiesa veniva addirittura allestito un ballo a palchetto che richiamava non solo gli abitanti di Oncino ma anche di Crissolo e di Ostana. La fine dell’edificio risale al 4 luglio 1944, quando un bombardamento nazista durato un giorno intero crea per fortuna pochi danni alle abitazioni ma colpisce la chiesa. Oltre a questo si aggiungono i saccheggi degli arredi e il definitivo abbandono per cui ne restano solo le pareti esterne.
Il ritorno è per la medesima via dell’andata.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 1,9 km
Dislivello: + 130 -20 m
Tempo al netto delle soste: 45 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
- Oncino Valle Po. © F. Voglino/A. Porporato
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