Il Comitato Permanente della Convenzione di Berna ha deciso di declassare lo status di protezione del lupo, una scelta che lascia sgomenti tutti coloro che lavorano per la tutela della biodiversità. Questa decisione, dettata da interessi politici e lontana da basi scientifiche, mette a rischio decenni di sforzi per la conservazione di una specie fondamentale per gli ecosistemi europei.
L’Associazione italiana “Io non ho paura del lupo” da anni è impegnata nella conservazione del lupo e nella sua coesistenza con le attività umane e si è battuta insieme alle organizzazioni europee che compongono la “European Alliance for Wolf Conservation” (EAWC) contro la proposta dell’Unione Europea di declassare lo status legale di protezione del lupo dall’Allegato II (strettamente protetto) all’Allegato III (protetto) nella Convenzione di Berna.
In un comunicato a commento della decisione della Convenzione di Berna, Daniele Ecotti, Presidente di Io non ho paura del lupo, dichiara: «Questa è una sconfitta per la natura e per la scienza. Una scelta che rischia di riportarci indietro di decenni. Abbiamo il dovere morale e scientifico di proteggere questa specie, non solo per il suo valore intrinseco, ma per l’equilibrio degli ecosistemi e per il futuro delle generazioni che verranno».
Nonostante gli appelli di oltre 300 associazioni della società civile, il parere scientifico della Large Carnivore Initiative for Europe e le voci di centinaia di migliaia di cittadini, gli Stati membri hanno ignorato una visione basata sulla scienza, scegliendo invece di perseguire decisioni influenzate da pressioni politiche e assecondando gli interessi delle lobbies.
Una specie chiave per la biodiversità
Il lupo è appena tornato a ripopolare aree da cui era scomparso per secoli. È una specie chiave per la biodiversità, in grado di mantenere gli equilibri naturali. L’attuale normativa europea già consente una gestione responsabile, compreso il prelievo selettivo ove necessario, rendendo il declassamento delle sue protezioni non solo superfluo, ma anche dannoso.
Il rischio è che, invece di promuovere soluzioni di coesistenza tra umani e grandi carnivori, questa scelta aumenti le tensioni sociali e polarizzi ulteriormente le comunità.
«Abbiamo bisogno di più scienza, non di più politica, nella gestione della fauna selvatica. Il lupo non è solo un animale: è un simbolo di ciò che siamo capaci di proteggere e di come possiamo coesistere con il mondo naturale. Perdere questo equilibrio significa ribadire la nostra incapacità di rapportarci con l’ambiente che ci circonda» ha aggiunto il Presidente di “Io non ho paura del lupo”.
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