Foto di Junio Tumbarello e Simona Gaeta
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Secondo giorno a Valencia: domenica como agua para chocolate
Tradizioni
Se avrete solo tre giorni, puntate la sveglia presto. Sarà – come da sottotitolo – una domenica appassionata. Per la colazione entrate in una panaderia o in un caffè tipico. Oggi – che siate appena alzati – o più tardi per (almuerzo) merenda , il programma prevede l’inevitabile visita alla Horchateria Santa Catalina. Cominciate bene con una cioccolata calda e densissima accompagnata ai famosi e gustosi churros. Potrete gustare dolci tipici e la tradizionale horchata de chufa (non è la nostra orzata ed è ottenuta da un tubero). Le pareti sono ricoperte da splendidi azulejos, le tipiche piastrelle di ceramica. Dalle nove alle undici in plaza de la Mare de Deu potrete assistere agli spettacoli (ogni quindici minuti) di diverse associazioni di fallas (le feste tradizionali anche chiamate festes de Sant Josep che si svolgono dall’ultima domenica di febbraio al 19 marzo) che spesso si esibiscono interpretando canti tradizionali valenciani o albaes (tipici canti rurali di questa zone).
Monumenti e attrazioni
Prima di noleggiare una bici e dirigervi verso i giardini del Turia, potrete visitare La Lonja de la Seda (fino alle quindici). La borsa della seta è un magnifico edificio gotico inserito nel 1996 tra i luoghi patrimonio mondiale dell’Unesco. Se siete degli appassionati numismatici la domenica alle nove e trenta vi si svolge una mostra di francobolli e monete. La Lonja è senza dubbio uno degli edifici caratteristici della città, oltre ad essere uno dei più famosi monumenti appartenenti al gotico civile che si possa trovare in Europa. Se volete rimanere nei dintorni, potreste decidere di pranzare al mercado de Colon. È aperto tutto il giorno ed è uno degli edifici pubblici della città di Valencia più emblematici: simbolo dell’espansione del centro cittadino degli inizi del 1900. È situato tra “Calle Colòn” e la “Gran Via Germanias”, ed è un esempio di fusione tra storicismo e modernismo, poiché a costruzioni in mattone si uniscono soluzioni architettoniche che ricordano Antonì Gaudì.
Se invece volete pedalare, percorrete i bellissimi Jardín del Turia fino alla Città delle Arti e della Scienza. Si tratta di uno dei parchi naturali urbani più grandi della Spagna, uno spazio verde di oltre nove chilometri che attraversa Valencia con zone ludiche come il gigante Gulliver (divertenti gli scivoli per il peter pan che è in ognuno di voi n.d.a.) e aree sportive, nonché angoli romantici dove perdersi. Dal Parque de Cabecera fino alla Ciudad de las Artes y las Ciencias, i Jardines del Turia costituiscono un percorso veramente strabiliante che si snoda all’interno dell’antico letto del fiume: attraversato da ben diciotto ponti (come il Puente de la Exposición, il Puente del 9 d’Octubre, il Puente de las Flores o il Puente de l’Assut d’Or; disegnati da Santiago Calatrava) con i loro secoli di storia, ospita su entrambi gli argini alcuni musei e monumenti della città.
Per scelta non mi dilungo sulla Città delle Arti e della Scienza: tanto è stato scritto su questa città nella città senza dubbio spettacolare. Se è la prima volta che visitate Valencia allora vi mancherà un pezzo di viaggio, se non la visitate. Anche soltanto dal punto di vista architettonico questo complesso è bellissimo. In cima alla nostra classifica di preferenza c’è l’Oceanografic. Qualcuno storcerà il naso nel vedere animali nelle gabbie e pesci (di tutto il mondo) dentro gli acquari. Ma se avrete cuore di osservare bene come stanno le cose o la fortuna di parlare con chi ci lavora, vi si svelerà un mondo di amore e di cure per questi animali. Molti dei quali salvati e recuperati in cattive condizioni nei mari, proprio per l’incuria degli uomini.
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