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IL TESORO NASCOSTO

Da Kew al Libano, il viaggio dei semi che conservano la biodiversità

Da Kew al Libano, il viaggio dei semi che conservano la biodiversità

Redazione RN Redazione RN 28 Nov 2017

Si tratta della più massiccia spedizione del genere mai effettuata: 70mila semi sono stati inviati dalla Millenium Seeds Bank di Kew, nel Regno Unito – la banca di semi di piante selvatiche più grande del mondo – al centro di ricerca Icarda (International Center for Agricultural Research in the Dry Areas) di Beirut, in Libano. I semi saranno utilizzati per la ricerca sulla sicurezza alimentare e studiati per favorire colture maggiormente resistenti a minacce quali il cambiamento climatico, la siccità, i parassiti e le malattie.

Conservate anche 50 cultivar siriane

Il centro di ricerca Icarda è il più grande della Regione e ha sede a Beirut dal 2012. Prima si trovava ad Aleppo, in Siria.
Da Kew sono giunti anche i semi di 50 cultivar siriane: l’obiettivo dei ricercatori è quello di di ricreare la biodiversità andata distrutta nel corso del conflitto scoppiato nel 2011.
Ma non solo: sono stati portati in Libano per essere studiati anche i semi del grano selvatico proveniente dall’Italia, di una pianta di lenticchia selvatica proveniente da Cipro e di alcune varietà selvatiche del pisello e della fava.

Quali sono gli obiettivi del progetto

Le banche dei semi svolgono un compito importantissimo: conservare il tesoro più grande della Terra, vale a dire la sua biodiversità.
«Le pressioni sono tante – ha spiegato Oriole Wagstaff, membro del progetto Crop Wild Relatives di Kew –. L’obiettivo è quello di preservare i semi dalle malattie e della distruzione dell’uomo. La sfida del futuro riguarda però i cambiamenti climatici: l’obiettivo è quello di studiare colture più resistenti e in grado di adattarsi maggiormente».
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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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