La preparazione mentale, fisica e pratica è fondamentale per chiunque voglia approcciarsi a vivere “fuori dal mondo”. La valutazione di situazioni e rischi avviene in un secondo tempo.
Ogni scenario ha le sue caratteristiche e una situazione di vita priva di comfort si presenta in continua evoluzione. Può essere considerata, infatti, come un flusso di eventi, dove una notevole quantità di fattori deve essere osservata, analizzata e gestita.
In un’ipotetica situazione di vita lontana da tutto si possono individuare tre diversi contesti: urbano, suburbano e “off grid”, ovvero non connessa alla rete di servizi, priva, cioè, di gas, elettricità, acqua potabile…
(Vivere “off-grid” è uno stile di vita potenziante che ci riconnette con la natura, che riduce al minimo l’impatto negativo sul pianeta e offre una libertà senza precedenti. Una scelta non del tutto insolita, in particolare in alcune aree molto selvagge e poco popolate degli Stati Uniti, ma a cui sempre più persone, insoddisfatte dello stile di vita “moderno”, stanno guardando con interesse in tante parti del mondo – NdR).
Inutile dire che ognuna di queste fasi richiede una preparazione specifica in termini di:
- analisi dei rischi
- analisi delle risorse
- adeguato mindset e approccio pragmatico alla risoluzione delle criticità
- competenze
- adattabilità
Alcuni pro e contro di vivere “fuori dal mondo”
L’idea di vivere fuori dal mondo ha sempre avuto un certo fascino romantico, ma… siamo davvero adatti a quella vita? Infatti, essere un appassionato di outdoor da tutta la vita non fa di noi degli esperti o dei professionisti. In effetti, c’è una differenza sostanziale tra il trascorrere qualche fine settimana fuori per il campeggio, l’escursionismo, l’arrampicata, la caccia o altro e padroneggiare abilità reali che potrebbero letteralmente assicurare una vita quantomeno gestibile sul lungo periodo.
Senza una pratica costante e metodica, è facile dimenticare le abilità acquisite durante gli anni del boy scout.
Per non parlare della effettiva capacità di gestire fattori quali la tensione, l’angoscia, il panico, la paura.
I vantaggi di vivere fuori dal mondo sono coerenti con la dimensione naturale:
- abbondanza di legname per accendere il fuoco, per costruire un riparo…
- presenza di fauna selvatica
- presenza di acqua
- possibilità di muoversi e di vivere distanti da qualunque area antropizzata
diminuzione dei rischi con potenziali malintenzionati e, in generale, con situazioni ad alto rischio.
I contro sono principalmente legati a:
- scarsità (o assenza) di disponibilità di dispositivi moderni di cui si potrebbe aver
- bisogno (GPS, telefoni cellulari…)
- potenziale impossibilità di trovare veicoli
- presenza di predatori, insetti, sofferenza degli elementi atmosferici e così via.
Solo si è pronti al 200% ad accettare entrambi i lati della medaglia sarà possibile realizzare il progetto di vivere fuori dal mondo.
E fondamentale dovrà essere il raggiungimento di un’adeguata preparazione fisica e mentale, trascorrendo più tempo possibile nei boschi, sperimentando condizioni meteorologiche diverse, spingendosi al limite, testando il nostro atteggiamento e le nostre capacità.
Nei prossimi articoli vedremo nel dettaglio le varie discipline da approfondire.
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