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NUOVI PATRIMONI UNESCO / 4 vai alla rubrica

Wadi Wurayah, il tesoro naturale degli Emirati Arabi Uniti

Tra montagne, sorgenti perenni e specie rare, uno degli ecosistemi più preziosi della Penisola Arabica ottiene il massimo riconoscimento internazionale

Wadi Wurayah, il tesoro naturale degli Emirati Arabi Uniti
L'acqua dopo le piogge. © Nuri Asmita / Unesco

Stefano Brambilla Stefano Brambilla 3 giorni fa

Tra le nuove iscrizioni nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (*) figura anche Wadi Wurayah, area protetta situata interamente nell’Emirato di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di uno dei luoghi naturali più sorprendenti della Penisola Arabica: un paesaggio di montagne rocciose, gole profonde, cascate permanenti e pozze d’acqua dolce che sopravvivono in un ambiente prevalentemente desertico.

Il sito, soltanto il terzo a essere riconosciuto come Patrimonio Mondiale nello Stato arabico, è stato riconosciuto per il suo eccezionale valore geologico ed ecologico, secondo i criteri (ix) e (x) della Convenzione UNESCO, che premiano rispettivamente i luoghi in cui sono ancora in corso processi naturali fondamentali e quelli che rappresentano habitat essenziali per la conservazione della biodiversità.

L’iscrizione rappresenta un importante riconoscimento internazionale per uno dei più importanti rifugi naturali del Medio Oriente e sottolinea l’urgenza di proteggerlo dalle crescenti pressioni ambientali.

Cascata nello Wadi Wurayah

Cascata nello Wadi Wurayah. © Nuri Asmita / Unesco

Perché Wadi Wurayah è diventato Patrimonio dell’Umanità

Il riconoscimento UNESCO si basa innanzitutto sulla straordinaria combinazione tra geologia, idrologia e biodiversità. L’area si trova nella catena montuosa degli Hajar, considerata il più esteso e meglio conservato affioramento al mondo di ofioliti, enormi porzioni di antica crosta oceanica emerse in superficie durante i movimenti tettonici avvenuti circa 90 milioni di anni fa. Per i geologi rappresenta un autentico laboratorio naturale, fondamentale per comprendere la formazione degli oceani e delle montagne. L’alternanza di pareti rocciose, canyon, terrazzi naturali e corsi d’acqua ha inoltre creato un paesaggio di grande fascino, molto diverso dall’immagine tradizionale del deserto arabico.

Ma è soprattutto la presenza permanente dell’acqua a rendere questo luogo unico. Grazie alle piogge orografiche che interessano le montagne e alla particolare conformazione geologica, Wadi Wurayah conserva ruscelli, sorgenti, piscine naturali e piccole cascate attive durante tutto l’anno, una rarità assoluta nella Penisola Arabica.

Fioritura primaverile

Fioritura primaverile. © Nuri Asmita / Unesco

Questa disponibilità d’acqua crea un mosaico di habitat collegati tra loro, nei quali continuano a svilupparsi processi ecologici praticamente indisturbati. È proprio questa continuità naturale che ha motivato il riconoscimento secondo il criterio (ix).

Un laboratorio naturale per studiare il cambiamento climatico

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dall’UNESCO riguarda il valore scientifico di Wadi Wurayah. L’area rappresenta infatti uno dei migliori luoghi al mondo per osservare come animali e piante riescano ad adattarsi a condizioni climatiche estreme. Le montagne, l’acqua permanente e i forti dislivelli altitudinali generano numerosi microclimi che permettono la sopravvivenza di specie molto diverse tra loro.

 

Gli studiosi considerano il parco un laboratorio naturale per comprendere i meccanismi di adattamento delle specie ai cambiamenti climatici, il rapporto tra geologia e biodiversità, l’evoluzione degli ecosistemi montani in ambienti aridi e la resilienza delle specie alle condizioni estreme.

Tahr arabico

Tahr arabico. © Sami Ullah Majeed / Unesco.

Un paradiso per il tahr

Nonostante occupi una superficie relativamente contenuta (22.000 ettari), Wadi Wurayah ospita una biodiversità eccezionale. Finora sono state censite 1.099 specie, di cui 883 specie animali e 216 specie vegetali. Il sito ospita circa la metà di tutte le specie di mammiferi terrestri presenti negli Emirati Arabi Uniti e quasi la metà delle specie di rettili conosciute nel Paese. Molte di queste specie sono endemiche, cioè vivono esclusivamente nelle montagne dell’Hajar o nella Penisola Arabica.

 

Tra gli animali simbolo del parco spicca il tahr d’Arabia (Arabitragus jayakari), raro ungulato endemico delle montagne dell’Oman e degli Emirati. Considerato in pericolo di estinzione, trova proprio a Wadi Wurayah una delle sue ultime popolazioni vitali. Per questa specie è attivo uno specifico programma di conservazione a lungo termine, che rappresenta uno degli elementi più importanti del riconoscimento UNESCO.

Civetta

Civetta. © Sami Ullah Majeed / Unesco.

Sono poi presenti 114 specie di uccelli, di cui 74 migratrici, molte delle quali utilizzano il sito come area di sosta o nidificazione; 27 specie di rettili, con un elevato tasso di endemismo (circa il 37%); 2 specie di anfibi, una delle quali esclusiva dell’area; oltre 700 specie di invertebrati, fra cui 55 nuove per la scienza e tre addirittura battezzate con il nome di Wurayah.

Agama del Sinai

Agama del Sinai (Pseudotrapelus sinaitus). © Esam Al Ali / Unesco

Tra gli organismi più interessanti figurano inoltre due specie ittiche recentemente identificate, una delle quali vive esclusivamente nelle montagne dell’Hajar: Garra barreimiae, piccolo pesce endemico delle montagne dell’Hajar.

 

Un’area già riconosciuta a livello internazionale

Il valore di Wadi Wurayah era noto da tempo. Prima ancora dell’iscrizione UNESCO, il sito era già stato riconosciuto come: Parco Nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Riserva della Biosfera UNESCO, Sito Ramsar per la tutela delle zone umide e Important Bird Area (IBA) per l’importanza nella conservazione degli uccelli. L’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale assume un valore particolare perché questo ecosistema, pur essendo tra i meglio conservati degli Emirati, è esposto a numerose minacce.

Tra le principali vi sono gli effetti del cambiamento climatico, che possono alterare la disponibilità d’acqua e modificare gli equilibri ecologici, ma anche la pressione esercitata dallo sviluppo infrastrutturale nelle aree circostanti. L’UNESCO richiama inoltre l’attenzione sulla diffusione di specie invasive, come la myna comune e le capre inselvatichite, che possono compromettere gli habitat naturali. A queste si aggiungono il taglio illegale della vegetazione, la raccolta non autorizzata di piante spontanee e altre forme di sfruttamento delle risorse naturali.

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Come visitare Wadi Wurayah

Il parco si trova nell’Emirato di Fujairah, lungo la costa del Golfo di Oman, tra le località di Khor Fakkan, Dibba, Bidyah e Masafi, a circa due ore d’auto da Dubai.

 

A differenza del passato, oggi l’accesso è fortemente regolamentato per tutelare gli habitat più delicati. Non è consentito entrare liberamente con veicoli privati all’interno dell’area protetta e molte zone rimangono riservate alla ricerca scientifica o alla conservazione. La gestione del parco sta sviluppando un sistema di sentieri escursionistici controllati, punti panoramici e strutture per l’ecoturismo, che consentiranno ai visitatori di esplorare alcune aree senza compromettere gli ecosistemi. Prima della visita è quindi consigliabile verificare eventuali autorizzazioni, itinerari aperti e visite guidate disponibili attraverso la Fujairah Environment Authority.

Sidaf

Sidaf (Pteropyrum scoparium). © Nuri Asmita / Unesco

Per gli appassionati di trekking, fotografia naturalistica e birdwatching, Wadi Wurayah rappresenta una delle esperienze più insolite degli Emirati Arabi Uniti: un’oasi montana fatta di cascate, piscine naturali e fauna rara, lontana dall’immagine più conosciuta del Paese.

 

(*) Nella 48a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, svoltasi a luglio 2026 a Busan, nella Repubblica di Corea, sono stati proclamati 25 nuovi Patrimoni dell’Umanità. Vi raccontiamo i 5 nuovi siti naturali e il sito misto naturale/culturale che si sono aggiunti alla prestigiosa lista.

Trithemis arteriosa
Trithemis arteriosa. © Wadi Wurayah / Unesco
Falena ciuffo
Falena ciuffo. © Esam Al Ali / Unesco

Farfalle monarca africane
Farfalle monarca africane. © Wadi Wurayah / Unesco
Orchidea selvatica
Orchidea selvatica. © Sami Ullah Majeed / Unesco

 

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