La cattura di un individuo maschio di orso bruno marsicano è terminata con la morte accidentale dell’animale.
L’operazione di cattura, che si è svolta all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, rientrava nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente per il controllo degli orsi confidenti e problematici.
Secondo le prime ricostruzioni, durante la procedura di anestesia l’animale avrebbe manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione, hanno portato al decesso dell’orso nel giro di poco tempo.
La carcassa dell’animale è stata poi trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli, in attesa di essere portata all’Istituto zooprofilattico sperimentale per l’accertamento delle cause di morte.
Il commento del Parco
«È la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura – ha detto a seguito dell’incidente il Presidente del Parco Antonio Carrara –. Per quanto il protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del Parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte».
WWF: «Rivedere i protocolli»
La morte dell’orso bruno marsicano rappresenta una grande perdita, dal momento che si stima che la popolazione della specie ammonti a non più di 50 individui.
«Visti i recenti casi simili, come ad esempio quello dell’orsa Daniza in Trentino, è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali – ha detto il WWF in una nota –. Nel frattempo, chiediamo al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi».
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com



