Dopo aver scritto, negli articoli precedenti, dell’importanza del calcolo dei rischi e di una buona organizzazione dello zaino, ora andiamo a scoprire un aspetto erroneamente dimenticato da molti sulla sicurezza in montagna: cosa fare e, ovviamente, cosa non fare in una situazione di emergenza.
Paura e panico
Il presupposto da non sottovalutare è quello costituito dal ruolo svolto dalla paura e, conseguentemente, dal panico. Sono sensazioni tangibili e capaci di paralizzare non solo ogni nostro movimento, ma anche di inibire la nostra capacità di ragionamento.
Mantenere freddezza e mente lucida in una situazione di difficoltà è materia di molti libri e saggi sulla sicurezza in montagna e non intendiamo trattare qui l’argomento.
Le giuste mosse
Possiamo, tuttavia, fornire alcuni spunti per fare qualcosa di concreto e, al contempo, per facilitare il lavoro preziosissimo dei soccorritori.
Cerchiamo di definire un’immaginaria situazione di emergenza in cui ci troviamo dispersi durante un’escursione.
La prima azione corretta da svolgere – prima ancora di chiamare i soccorsi – è quella di fermarsi. Continuare a camminare, o peggio ancora, a correre – non solo è da incoscienti, ma non porta a nulla. Anzi, cadere e farsi male può soltanto aggravare la situazione.

Allontanarsi dal punto in cui si è chiesto soccorso renderà difficile il compito di ricerca e salvataggio.
Alzate le antenne e non muovetevi
Provate a guardarvi attorno e cercate di scoprire se ci sono segnali, sentieri, o se sentite voci di persone che potete agevolmente raggiungere.
In caso le risposte fossero tutte negative, contattate i soccorsi e rimanete dove siete. Troppo spesso, infatti, si leggono notizie di soggetti che, dopo aver lanciato l’allarme, hanno abbandonato la propria posizione rendendo i soccorsi ardui e lunghi. Per evitare che ciò accada, non vi resta altro che rimanere nel punto di geolocalizzazione.
In caso di maltempo
Cercate riparo in un punto sicuro, lontano da alberi che possano cadere o fungere da obiettivo per i fulmini. Con tali condizioni meteo, i campi aperti, come le radure, sono assolutamente da evitare.
Se, per le motivazioni sopra indicate siete costretti ad allontanarvi dal punto in cui avete lanciato la chiamata di emergenza, cercate di lasciare quante più tracce potete, evidenti e vistose, del vostro passaggio. Con ciò intendo dire che dovrete evidenziare i vostri passi, spostando la terra o i sassi, in modo tale da rendere più visibile la direzione di marcia che avete intrapreso.
Un aiuto a chi vi aiuta
In questa maniera i soccorritori potranno trovarvi con più facilità e in un minor arco di tempo. Quello che insegno nei miei corsi di Lettura impronte umane è anche questo! E con pochi, semplici gesti potrete davvero essere d’aiuto alle squadre di ricerca.
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