Le tigri indiane mangiatrici di uomini sono entrate nella leggenda per la loro tenacia e perseveranza. Tra l’Ottocento e il Novecento – con il continuo aumento della popolazione in India e l’espansione delle terre coltivate – alcuni felini si specializzarono nella cattura degli uomini.
Le armi da fuoco erano ancora poco diffuse, così come le persone con le competenze necessarie per cacciare una tigre. Per queste ragioni, alcuni felini sono riusciti a carpire indisturbati innumerevoli prede, come la mangiatrice di uomini del Champawat, che in 12 anni uccise circa 410 persone tra Nepal e India del Nord, prima di essere abbattuta.
Oggi la popolazione di tigri indiane è l’ombra di quella che fu un secolo fa e i circa 1700 individui rimasti sopravvivono perlopiù all’interno delle riserve istituite dal governo indiano, dove vengono avvicinate dai turisti solo a bordo dei fuoristrada.
In un solo luogo lo scontro tra l’uomo e il felino è ancora attuale: le immense foreste di mangrovie delle Sundarbans, tra India orientale e Bangladesh, il Paese più sovrappopolato del Pianeta.
Qui ogni anno decine di persone che si avventurano nella foresta allagata di mangrovie per raccogliere legna, miele e per pescare vengono uccise dalle tigri.

Oggi sono rimasti circa 1700 esemplari di tigri indiane. © Neelsky/Shutterstock.com
CHI È
Tigre (Panthera tigris)
DOVE
Asia
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