Abbiamo visto nel precedente articolo come nel Nord Atlantico le diatomee, che appartengono al grande gruppo del plancton, abbiano cominciato a riprodursi.
Nel giro di pochi giorni alle diatomee si aggiungono molti altri organismi. Alimentato dal sole, il motore della vita gira a pieno regime e popola le acque superficiali di altri piccoli protagonisti, sempre in grado di compiere la fotosintesi, come i dinoflagellati, capaci di muoversi con due minuscole fruste e spesso bioluminescenti, oppure i coccolitoforidi, senza flagelli ma rivestiti di scheletri calcarei, o ancora le alghe blu-verdi o cianobatteri, che colonizzano rapidamente le acque superficiali.

Una distesa di plancton luminescente trasportato a riva dalle onde accende di magia una spiaggia delle Maldive. © PawelG Photo/shutterstock.com
Le immagini satellitari del Nord Atlantico, tra l’inizio della primavera e l’estate rivelano un colore verde delle acque sempre più intenso che avanza verso Nord fino ad arrivare ai ghiacci dell’Artico.
È il verde della clorofilla contenuta in miliardi di organismi che fluttuano nelle acque superficiali e che si riproducono continuamente, aumentando di oltre cento volte il loro numero rispetto a qualche settimana prima.
La portata di questo fenomeno è tale che in primavera circa metà della produzione mondiale di ossigeno è prodotta dal fitoplancton.

Un piccolo gruppo di cubomeduse, predatori planctonici dotati di tentacoli fortemente urticanti. © R. Gino Santa Maria/shutterstock.com
Io mangio te lui mangia me
Proprio come per l’erba sulla terraferma questo fitoplancton è “brucato” da schiere di microscopici erbivori, soprattutto i copepodi, piccoli e famelici crostacei, che sono tra gli organismi marini multicellulari più diffusi. Lunghi spesso meno di un centimetro, hanno due lunghe antenne frontali molto sensibili, che consentono loro di allontanarsi con uno scatto quando si avvicina un predatore. Questi copepodi erbivori, che dispongono di così tanto nutrimento, si riproducono in fretta e alimentano a loro volta schiere di piccoli predatori. Da questo livello in su, infatti, tutti mangiano tutti: ci sono copepodi più grandi e carnivori, e poi meduse, giovani pesci e larve di invertebrati di ogni tipo.
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