Non è possibile parlare di lotta ai cambiamenti climatici escludendo i mari e le loro foreste sommerse. La posidonia oceanica non è un’alga, ma una vera e propria pianta con radici, fusto e foglie nastriformi, lunghe fino a 1 metro, che operano la fotosintesi, catturando CO2 e rilasciando ossigeno.
Inoltre, le praterie di posidonia, che si trovano solo nel Mediterraneo, sono uno scrigno di biodiversità: un ettaro di prateria può ospitare fino a 350 specie diverse (scarica qui la scheda informativa sulla posidonia oceanica).
Realizzare e tutelare una prateria di posidonia vuol dire, quindi, assorbire CO2, produrre ossigeno, dare casa a tantissime specie marine e salvaguardare i fondali.
Purtroppo però nel Mediterraneo, negli ultimi 50 anni, il 29% delle praterie è regredito: ogni metro quadro di foresta perduta causa l’erosione di circa 15 metri di litorale sabbioso.
Durante la settimana dal 21 al 25 marzo, Worldrise onlus in collaborazione con zeroCO2 presentano a Golfo Aranci, con la presenza di Philippe Costeau Jr., un progetto di rigenerazione marina che avrà luogo in Sardegna e che prende il nome di Posidonia, come la pianta subacquea.
Lo scopo del progetto è duplice: da un lato punta a ripristinare un’area di 100 mq di foresta blu a Golfo Aranci con la piantagione di 2500 piante posidoniacee; dall’altro mira a creare consapevolezza sull’importanza della salvaguardia degli ecosistemi marini e in particolar modo della Posidonia Oceanica, implementando un progetto educativo con le scuole elementari e medie del territorio.
- © Worldrise
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Philippe Cousteau Jr. è il nipote del noto esploratore oceanografo Jacques Cousteau e fondatore di EarthEcho International, organizzazione ambientalista no profit sviluppata per sostenere la nuova generazione attiva per la protezione dell’oceano.
Come ha spiegato la Presidente di Worldrise, Mariasole Bianco: «Proteggere l’ambiente marino significa salvaguardare il nostro futuro e con questo progetto di riforestazione possiamo agire in maniera concreta sia per la tutela della biodiversità sia per la lotta alla crisi climatica».
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