Siamo in provincia di Arezzo e raggiungiamo Montagna, frazione di Sansepolcro, dove lasciamo la vettura in un parcheggio lungo la strada (410 m/slm). Da qui percorriamo circa 0,4 km su strada per raggiungere la via sterrata a destra, indicata dal cartello “San Martino d’Afra”, e arrivare nei pressi di un ostello. Da qui verremo guidati da vari cartelli: “REV10-Montecasale”, “4” di colore biancorosso, il “Tau giallo” della Via di San Francesco e le tacche giallo-azzurro del Cammino di Sant’Antonio, direzione Padova (quest’ultimo lungo 430 chilometri da Padova a La Verna, in 22 tappe – ilcamminodisantantonio.org).
Tutte queste indicazioni ci portano su pista erbosa graduale all’interno del bosco ma superato il facile guado del fosso di San Martino il tracciato diventa sentiero e si fa decisamente più ripido anche se sempre ben evidente e segnato.
Camminiamo in un bosco sempre più fitto e ombroso, piacevole in tutte le stagioni, e tra la vegetazione è possibile scorge in basso il rio che scorre tra balze rocciose.
Ignoriamo una prima deviazione che porterebbe a una fonte per raggiungere la seconda, a quota 630 m/slm circa, indicata dal cartello “Sasso Spicco”. Deviamo dal tracciato andando a sinistra, una variante breve e consigliata poiché arriviamo a una curiosa formazione rocciosa (620 m/slm) sagomata quasi a forma di panca, immersa nella vegetazione e con una cascatella che fa da velo. Un luogo decisamente suggestivo presso cui soffermarsi.
Narra la tradizione che in questo luogo il San Francesco venisse a cercare la solitudine, gareggiando con l’usignolo nel cantare le lodi del creato.
Torniamo quindi indietro per riprendere a salire lungo il sentiero principale che ci porta ripidamente alla meta effettiva: l’eremo di Motecasale (700 m/slm). Dalla terrazza presso la statua di San Francesco, lo sguardo corre tutto attorno sui dossi ricoperti di folta vegetazione.
Alle spalle dell’eremo sorge una rocca su cui è posta una statua del Santo (710 m/slm), seguiamo ora l’asfalto fino a un bivio: a destra si passa tra gli edifici della casa di accoglienza, a sinistra raggiungiamo un bel viale boscoso che con andamento graduale e suggestivo ci porta ad alcuni tavolini posti nei pressi di una fonte chiusa da una costruzione di pietra attorno cui si narrano alcune leggende come quella che la vede rifugio per tre ladroni e che, convertiti dal Santo, si fecero frati.
Dopo la fresca sosta percorriamo l’ampio viale parallelo al precedente scandito da una Via Crucis (e con il segno dello Chemin d’Assisi, un percorso che in 1500 chilometri va da Vezelay, in Francia ad Assisi) lungo e arriviamo al bivio con il sentiero che arriva dal Sasso Spicco, per fare quindi ritorno per la medesima via dell’andata.
L’eremo
Sorge sul sito di un antico castello distrutto nel 1187, cui si sovrappose un primo eremo costruito dai Camaldolesi, con un ospizio per i pellegrini ed un lebbrosario usati tra il 1190 ed il 1211. Nel 1212 l’intera struttura venne ceduta a San Francesco. Oggi il luogo è ancora un centro religioso gestito dai frati Cappuccini.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 2,5 km
Dislivello: 300 m
Tempo al netto delle soste: 1 h
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali allerte (regione.toscana.it/allertameteo)
Link utili:
- Eremo di Montecasale. © F. Voglino / A. Porporato
- Eremo di Montecasale. © F. Voglino / A. Porporato
- Eremo di Montecasale. © F. Voglino / A. Porporato
- Eremo di Montecasale. © F. Voglino / A. Porporato
- Eremo di Montecasale. © F. Voglino / A. Porporato
- Eremo di Montecasale. © F. Voglino / A. Porporato
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