Tragico bilancio per l’agguato in Africa contro i difensori della natura verificatosi alcuni giorni fa nel Parco Nazionale dei Vulcani Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, a seguito del quale sono rimasti uccisi 12 ranger e altre quattro persone.
Responsabile dell’attacco sarebbe il gruppo armato FDLR-FOCA, ovvero le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda e la sua ala armata, coinvolto in attività quali traffico di carne di animali selvatici, bracconaggio e disboscamento.
La più antica area protetta africana al centro di numerosi interessi
Il Parco Nazionale dei Vulcani Virunga, la più antica area protetta africana, fu istituita nel 1925 a tutela di un patrimonio naturale straordinario, tra cui una popolazione di Gorilla di montagna che stava sfiorando l’estinzione ed oggi è in lenta ripresa. La conservazione dei 780 km di foreste e savane, con la loro incredibile biodiversità, collide da sempre con numerosi interessi economici. Tra questi il commercio illegale delle specie selvatiche e il conseguente bracconaggio, ma anche l’uso criminale di risorse naturali come la legna delle foreste dei vulcani, trasformata illegalmente in carbone. Attività che frequentemente finanziano la criminalità diffusa, spesso connessa agli interessi di gruppi armati.
Il WWF fin dal 1960 è impegnato nella tutela del Parco Nazionale del Virunga con progetti rivolti alle comunità locali e alla protezione di specie e habitat.
I dodici ranger sono gli ultimi di una lunga fila di vittime – quasi 200 negli ultimi 20 anni – morte per difendere la natura dei monti Virunga dal bracconaggio e dalle bande criminali, da sempre interessati alle risorse naturali dell’area. Lo stesso bracconaggio di cui fu vittima anche la primatologa Diane Fossey, che sacrificò la propria vita per proteggere la natura africana.

Agire contro il commercio illegale
Il WWf Italia – con una petizione sul proprio sito rivolta all’Organizzazione mondiale della sanità – richiama la necessità impellente di chiudere i mercati di animali selvatici e di adottare regole più stringenti nel commercio della fauna, a tutela della salute umana e del benessere degli animali al centro di questi traffici.
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