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Natura
Animali, piante e habitat
birdwatching

Airone guardabuoi: dalle savane africane alla Pianura Padana

Airone guardabuoi: dalle savane africane alla Pianura Padana
Foto: Emanuele Stival

Redazione RN Redazione RN 30 Gen 2017

L’ Airone guardabuoi (Bubulcus ibis) ha colonizzato l’Italia dalla metà degli anni Ottanta e negli ultimi vent’anni ha progressivamente occupato gran parte degli ambienti adatti della Pianura Padana. Nel Veneziano ha iniziato a riprodursi nel 2000 presso una garzaia vicino a Chioggia. In seguito ha nidificato anche in altre garzaie evidenziando un aumento, sia nel numero di coppie, sia dei siti riproduttivi. In provincia di Venezia l’ Airone guardabuoi presenta una popolazione in incremento.
È un airone di medie dimensioni con corporatura tozza, il becco giallo arancio e, durante la stagione riproduttiva, presenta una colorazione fulvo-dorata sulle piume del capo, del petto e del dorso.
È una specie spiccatamente gregaria in tutti i periodi dell’anno e nel periodo riproduttivo si stabilisce in colonie normalmente plurispecifiche, con altre specie di ardeidi. Pur essendo l’airone meno legato all’ambiente acquatico, per nidificare predilige zone umide con canneti e boschetti igrofili.
La diffusione della specie in periodo riproduttivo è però molto ampia e comprende bonifiche, coltivi e prati, soprattutto in prossimità di allevamenti di bestiame. Nel periodo invernale si riunisce in dormitori notturni, composti talvolta da alcune centinaia di individui e spesso localizzati negli stessi siti riproduttivi. Ad esempio nella garzaia di Chioggia sono stati contati sino a 500 individui.
Come accennato il comportamento più caratteristico è quello di associarsi, per motivi legati alla ricerca di cibo, a mandrie di grossi erbivori terrestri (bufali, cavalli, bovini, ecc.), che durante il pascolo spaventano e mettono in fuga le piccole prede di cui questo airone si alimenta, come insetti, rettili e altri piccoli animali. Ecco perché frequentemente l’ Airone guardabuoi si posa sul groppone degli animali, dove riesce a nutrirsi degli insetti e dei parassiti nascosti tra il pelame; il bestiame così, non solo beneficia della liberazione dai parassiti, ma sfrutta anche l’allarme che gli uccelli danno in caso di pericolo (da qui il nome di Airone guardabuoi ). Questo comportamento proviene proprio dalle savane africane dove l’airone svolge un servizio molto apprezzato da bufali, gazzelle e altri erbivori in caso si avvicinino i grandi carnivori. Fino a qualche anno fa eravamo abituati a vederlo nei documentari; oggi non è affatto raro osservare interi gruppi di questi aironi alimentarsi nei pressi di grandi macchine agricole o trattori, che attirano a sé gli uccelli come i grandi erbivori.

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