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Cultura
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EDUCAZIONE AMBIENTALE E NUOVE GENERAZIONI

Alieni fra noi ovvero piccoli ecologisti crescono

Alieni fra noi ovvero piccoli ecologisti crescono

Matteo Barattieri Matteo Barattieri 11 Mag 2017

Piani di contenimento, interventi di controllo, abbattimenti, eradicazione: termini che, se associati a specie vegetali ma soprattutto animali, suscitano immediata e vivace (eufemismo) risposta da parte di un integralismo pseudoambientalista spesso e volentieri fuori luogo e foriero di gravi e pericolose conseguenze. Figurarsi quale potrebbe essere la reazione di animalisti e affini alla notizia che sono stati alunni di una elementare – classe di Perticato, a Mariano Comense (CO) – ad essere destinatari di un progetto didattico sulle specie esotiche infestanti e dannose, con tanto di precise descrizioni degli interventi più crudi e radicali. Il solito perdigiorno incline al melodramma potrebbe immaginare commossa e lacrimosa disapprovazione da parte di alunni e alunne di fronte alla sorte prevista per specie notoriamente amate come gli scoiattoli (quelli grigi e americani). Nossignori. Dimostrando sicura maturità e una bella capacità di sintonizzarsi sulle lunghezze d’onda della scienza, i nostri (alunni e alunne, non le specie alloctone) han sottoscritto e sposato in pieno le politiche individuate dagli organi competenti. Basti dire che l’unico commento accorato ha riguardato l’effetto serra: «poi col caldo tanti animali muoiono». Impagabile.
Nutria, scoiattolo grigio, gamberi americani, tartarughe di altri continenti: la lista è ormai ben nota a tanti per non dire ai più. Il naturalista e/o, va da sé, l’ecologista si vede sul campo. Ad organizzare l’attività il Parco della Brughiera Briantea. Scenario la zona della Cascina Mordina e degli omonimi Laghetti, in quel di Mariano Comense (CO). Come in tante aree dell’italico suolo – l’emergenza connota comunque quasi ogni dove sul Pianeta –, non mancano organismi vegetali di origine esotica ed infestanti. Magari non sono noti a tutti: una rapida panoramica può essere utile.

La quercia rossa: caratteristiche le foglie lobate: ma i lobi terminano a punta. Dove arriva nei boschi, riesce ad imporsi, e a cancellare tanta biodiversità. La specie arriva dall’America, portata dall’uomo, che ne vedeva di buon occhio la rapida crescita.
La fitolacca: c’è chi la apprezza per il colorante prodotto dalle bacche; ed è proprio per quello che venne importata. Invade soprattutto i margini delle aree a verde. Su tutti, in questo angolo della Brianza Comasca, si impone allo sguardo la pianta del fiore di loto. Qualche irresponsabile l’ha introdotta qui, nel Lago della Mordina, secondo alcuni con intento da vero e proprio teppista ecologico. Il risultato, con le parole degli alunni: “…ricopre quasi tutto lo specchio d’acqua…la nostra flora e fauna non hanno più spazi vitali… le nostre piante sono destinate a soccombere…”. Per chi volesse immergersi nelle nefandezze botaniche, si consiglia un giro nei boschi a ridosso del centro di Cabiate (CO), poco lontano da qui: alcuni volontari, con spirito condivisibile ma senza le minime cognizioni nel settore, han sparso di tutto, dal bambù al lauroceraso. Un bosco degli orrori: così lo chiama qualcuno. “Non si può fare niente?”, domandano i fanciulli. Il Parco Brughiera Briantea ha in mente da tempo di effettuare i dovuti interventi. Al solito, le casse non sorridono particolarmente.
Qualche tartaruga esotica fa capolino dalle rive della Zocca dei Pirutit, uno stagno di origine artificiale (ex-cava di argilla) in meda (MB). I nostri mica si impietosiscono. Eradicazione, è la parola d’ordine. Piccoli ecologisti crescono, e crescono bene.

Note a margine
Si ringraziano alunni e alunne, e docenti, delle classi 4° e 4B di Perticato (Mariano Comense, CO) per l’ottimo lavoro svolto sul campo e in aula.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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