di Sara Parigi, biologa marina e volontaria di Worldrise
Quando pensiamo agli squali, la mente corre subito alle spiagge australiane o al celebre film di Spielberg con tanto di colonna sonora ansiogena. Eppure, anche nel nostro Mediterraneo, nuotano 47 specie diverse di squali, alcune delle quali assolutamente innocue. Tuffiamoci alla loro scoperta con Worldrise!
I protagonisti del nostro mare
Tra le varie specie, nelle nostre acque possiamo trovare:
- Verdesca (Prionace glauca): è lo squalo più comune del Mediterraneo. Elegante e color blu cobalto, presenta un muso allungato e un corpo snello. Si ritrova soprattutto in mare aperto.
- Mako (Isurus oxyrinchus): presenta un dorso blu intenso, ventre bianco, muso appuntito e denti lunghi e affilati; è una specie migratrice che si trova soprattutto in acque aperte che non superano una profondità di 900 metri. Il suo corpo può arrivare ad avere una lunghezza di 3,5 m ed è il pesce più veloce al mondo, capace di superare 80 km/h grazie alla sua idrodinamicità e al metabolismo a sangue caldo.
- Squalo Volpe (Alopias vulpinus): grande squalo pelagico (fino a 6-7 m) inconfondibile per la pinna caudale, il cui lobo superiore è lungo quasi quanto il corpo, usato come una frusta per stordire banchi di pesci.
- Squalo Bianco (Carcharodon carcharias): ebbene sì, c’è anche lui. È raro, rarissimo, ma storico abitante del Canale di Sicilia e del Mar Adriatico. Nonostante la fama, nel Mediterraneo è in grave pericolo di estinzione.
- Squalo Elefante (Cetorhinus maximus): Il gigante buono. Può raggiungere i 10 m di lunghezza, ma si nutre esclusivamente di plancton. Il suo nome deriva da una protuberanza sul muso degli individui giovani, che sembra una proboscide.
- Gattuccio (Scyliorhinus canicula): Piccolo e innocuo, presenta un corpo allungato beige con macchioline nere. Se hai mai visto delle strane capsule rettangolari color ambra sulla spiaggia (i “borsellini delle sirene”), sappi che sono le sue uova!
Necessari all’ecosistema
Molte specie sono i super-predatori del mare, il che significa che si trovano in cima alla piramide alimentare. Senza di loro, i predatori intermedi aumenterebbero a dismisura, mangiando troppo pesce azzurro e mandando in tilt l’intera catena alimentare. Inoltre, eliminano gli individui malati o deboli, mantenendo le popolazioni di pesci sane e forti.
Sempre più in pericolo
Sapevi che gli squali esistono da oltre 400 milioni di anni? Hanno visto nascere e morire i dinosauri, sopravvivendo a cinque estinzioni di massa. Sono i veri “Highlander” del pianeta. La loro sopravvivenza, però, è messa a dura prova dalle attività dell’uomo: la pesca commerciale ha messo in ginocchio moltissime popolazioni, portandole sull’orlo dell’estinzione.
Alcune specie, come il palombo, lo smeriglio e lo spinarolo, vengono consumate anche sulle nostre tavole: secondo i dati più recenti, l’Italia è il terzo importatore mondiale, con quasi 98.000 tonnellate importate.
Altre specie, invece, vengono cacciate soprattutto in Asia con una pratica chiamata finning, che consiste nel tagliare le pinne agli animali, spesso ancora vivi, per poi rigettarli in mare, dove muoiono per dissanguamento, soffocamento o predazione, poiché incapaci di nuotare.
Data la loro importanza e le minacce a cui sono sottoposti, è dunque fondamentale tutelare queste specie sia con norme precise che preservando il loro habitat naturale, creando Aree Marine Protette in cui possono riprodursi e prosperare. Per questo Worldrise è in prima linea per raggiungere l’obiettivo di proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030, anche tramite l’Alleanza 30×30 Italia, una rete di organizzazioni su tutto il territorio italiano con lo stesso obiettivo di tutela.
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