Le Seychelles saranno per la prima volta presenti al World Tourism Event, a Roma, il prossimo 25 e 26 settembre per promuovere i propri beni Patrimonio Mondiale.
Nel suggestivo arcipelago composto da ben 115 isole situate nell’Oceano Indiano, lungo la costa orientale dell’Africa, si trovano due siti Unesco, la Vallée de Mai e l’Atollo di Aldabra, a cui si aggiunge un patrimonio culturale immateriale, la Moutya, la danza creata dagli schiavi africani, portata alle Seychelles nel XVIII secolo.
Tourism Seychelles parteciperà al World Tourism Event con la collaborazione del SIF (Seychelles Island Foundation) che gestisce la Vallée de Mai e Aldabrai.
Oltre alla presenza nello stand, si terrà la presentazione “Seychelles… un altro mondo”, a cura di Tourism Seychelles, con: Danielle Di Gianvito, Tourism Seychelles; Elsa Pool, Seychelles Islands Foundation; Andrea Petroni, Travel content creator @vologratis e co-founder di Traveltag.
Per la prima volta al WTE, le Seychelles si raccontano, con un’attenzione particolare ai siti UNESCO presenti nell’arcipelago, gestiti da SIF, Seychelles Island Foundation, con al testimonianza e l’esperienza di viaggio del content creator Andrea Petroni, che ha viaggiato a Seychelles in più occasioni.
(venerdì 26 settembre, ore 10:30 – 10:55, Sala Innocenzo III).
Tourism Seychelles partecipa anche al Premio Mario Bagnara per il turismo sostenibile 2025, che ha lo scopo di valorizzare persone, imprese ed enti che, in Italia e nel mondo, contribuiscono a promuovere una cultura del viaggio nel rispetto dell’ambiente, della biodiversità, della cultura e delle popolazioni locali, così come alla tutela del patrimonio Unesco di fronte alle sfide che i tempi moderni pongono dinanzi.
La Vallée de Mai
È una riserva naturale situata nella piccola isola di Praslin, un vero e proprio Giardino dell’Eden in cui si possono ammirare specie uniche, introvabili in altre parti del mondo. La Vallée de Mai ospita le vestigia di una foresta endemica di palme, conservate quasi inalterate dalla preistoria grazie all’isolamento dell’area per milioni di anni. Il cosiddetto coco de mer, la rara specie che caratterizza la Vallée de Mai è considerato il più grande seme del regno vegetale – ce ne sono esemplari fino a 18 kg di peso – e si trova solo alle Seychelles.
Dalla forma molto simile agli organi riproduttivi femminili e maschili, la leggenda narra che nelle notti di tempesta gli alberi maschi di cocco di mare si uniscano a quelli femmina, lontano da occhi indiscreti.
Con i suoi 19,5 ettari, la riserva di Vallée de Mai è uno dei più piccoli patrimoni naturali UNESCO, iscritto nella WHL nel 1983 per la sua importanza internazionale e il suo eccezionale valore.
Atollo di Aldabra
Il primo sito delle Seychelles ad essere riconosciuto Patrimonio mondiale dall’Unesco è stato l’Atollo di Aldabra, nel 1982. Sperduto a più di mille km dall’isola di Mahé, l’atollo custodisce uno degli ecosistemi più incontaminati e straordinari della terra. Qui hanno il loro habitat naturale migliaia di tartarughe giganti Aldabrachelys, circa 150mila, la più grande popolazione al mondo.
A causa della sua lontananza e inaccessibilità, Aldabra – il più grande atollo di origine corallina al mondo, formato dalle isole di Picard, Polymnie, Malabar e Grande Terre – è rimasto in gran parte incontaminato dagli esseri umani; tuttora disabitato, è un’oasi ambientale marina protetta di particolare interesse naturalistico e geologico, in cui, oltre alle grandi e docili tartarughe terrestri, è possibile ammirare una grande varietà di fauna, tra uccelli, pesci e crostacei.
La Moutya – Patrimonio Culturale Unesco: è la tradizionale danza delle Seychelles
Più recente, invece, l’iscrizione nella World Heritage List Unesco della Moutya, che risale al 2022. La danza tradizionale è stata portata nell’arcipelago dagli schiavi africani che vi giunsero con i coloni francesi all’inizio del XVIII secolo.
Gli schiavi praticavano questa danza la notte nella foresta, lontani dalle case dei loro padroni, nelle piantagioni. Era il loro modo per trovare conforto dalle difficoltà della vita, dalla povertà e dall’ingiustizia sociale. È una danza sensuale dalla coreografia semplice, tradizionalmente eseguita attorno a un falò da uomini e donne, accompagnati dal ritmo di un grande tamburo di pelle di capra, che gli stessi uomini fanno riscaldare sul fuoco prima di suonare
La Moutya rappresenta, ancora oggi, una forma di espressione dell’identità culturale delle Seychelles, che viene eseguita spontaneamente nella comunità, così come in raduni sociali ed eventi culturali.
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