Innanzitutto due parole sui walser che hanno un fascino particolare, vuoi per la loro storia, vuoi per le località in cui si trovano i loro villaggi dalla particolare architettura, distanti dal mondo ma solo in apparenza: tra il XII e il XIII secolo questa popolazione originaria del vallese svizzero passò le Alpi per stanziarsi nelle valli attorno al Monte Rosa e nell’alta valle Ossola, a quote elevate e in località isolate dove si è conservata nel tempo la loro tradizione e lingua.
L’Alpe Salecchio è uno di questi esempi, ancora intatto e mantenuto vivo con passione. Siamo nell’alta Valle Antigorio, lungo la strada che porta in Val Formazza dopo aver superato Domodossola, Crodo (ricorda qualcosa?), Baceno e Premia, dove, pochi metri dopo la frazione Passo, accanto ai resti di una torre medioevale, si può parcheggiare (800 m/slm).
Da qui parte una strada asfaltata che con salita costante e graduale ci fa passare accanto ad imponenti pareti di granito tipico della zona (alcune colonne dei portici di Via Roma, a Torino, arrivano da queste parti).
In breve arriviamo all’imbocco di una buia galleria (1.150 m/slm). Molto buia, tanto che le luci dei cellulari illuminano a malapena i nostri piedi, ma la sua dimensione è tale che non c’è pericolo di battere la testa e la suggestione di trovarsi in una tale oscurità, cosa assai inusuale in questi tempi, è da provare!
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
La strada, ora sterrata, ci porta infine all’Alpe Salecchio Inferiore (1.320 m/slm) in cui si trovano ancora la vecchia scuola mentre la chiesa, in luogo panoramico e suggestivo, è circondata dal piccolo cimitero dal sapore d’altri tempi e osservando le foto dei passati abitanti (la località fu stabilmente abitata fino agli anni Cinquanta) viene spontaneo cercare di immaginare la vita del tempo.
Ancora un piccolo strappo ed eccoci infine all’Alpe Salecchio Superiore (1.525 m/slm), un’apoteosi di balconi e finestre fiorite mentre la corona delle montagne fa veramente da quinta scenografica al piccolo borgo in cui troviamo un agriturismo, una fontana e un’antica segheria ad acqua.
Il posto migliore per fermarsi e ammirare tutto ciò? La panchina posta ai piedi della croce che si vede in alto a sinistra, dove sostare e sentirsi veramente parte di un magnifico creato, prima di tornare per la medesima via dell’andata.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 5 km
Dislivello: 750 m
Tempo al netto delle soste: 2 h 30 min
Attenzione: il percorso è intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali allerte (arpa.piemonte.it)
Link utili
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
- Borgate Walser dell’Alpe Salecchio. © F. Voglino / A. Porporato
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com



















