Partiamo da Piverone, dal comodo parcheggio di strada Blanda (300 m/slm) dove troviamo anche un Punto sosta-Servizi della Via Francigena Morenico-Canavesana con servizi igienici e un distributore di acqua.
Da questa casetta prendiamo via San Pietro per entrare nel cuore storico con la tonda Torre d’Angolo Orientale che visse alterne vicende (carcere, poi vano per le scale del vecchio edificio scolastico, oggi sede dell’ufficio della Pro loco), e con la Porta Orientale, oggi torre campanaria ma che nel XIII secolo era l’ingresso alla cittadina, all’epoca circondata da massicce mura.
Dalla Porta prendiamo via Flecchia ed eccoci nei pressi della chiesa parrocchiale dei SS Pietro e Lorenzo, issata in cima a due ordini di muraglioni e circondata da verdi prati.
Dobbiamo prendere via Castellazzo, seguendo i cartelli “Via Francigena” e “Gesiùn”, e ci allontaniamo dal centro di Piverone guidati dalle sagome bianche dell’omino della Via Francigena e dalle frecce viola, per passare attraverso verdi vallette erbose, fiancheggiando alcuni cascinali.
L’asfalto lascia il posto allo sterrato che ci porta facilmente e in piano a bei vigneti da cui ci affacciamo come da una balconata in direzione del Lago di Viverone.
Un percorso agevole e rilassante che ci porta rapidamente alla meta: il Gesiùn (330 m/slm).
Stupiti, vero?
Ebbene sì, nonostante l’imponente nome di “chiesone”, l’edificio che abbiamo davanti è davvero minuscolo: si pensi che la navata misura circa 4 metri per lato mentre l’abside ha un raggio di soli 80 centimetri! Dedicata a San Pietro, la sua storia è davvero antica e risale probabilmente al IX secolo. Tre archetti dividono la navata dall’abside e sembra che i blocchi che sorreggono le colonne siano resti di epoca romana mentre si possono vedere i resti di un affresco datato attorno al Quattrocento.
Prendiamo ora la strada asfaltata alle spalle del piccolo edificio, seguendo le frecce viola. Pochi metri e giriamo a destra su sterrato passando in mezzo ai vigneti, la via diventa un’ampia traccia erbosa delimitata da muretti a secco e alle viti si alternano ora prati e pascoli mentre alberi di più alto fusto cominciano a dare un po’ d’ombra. Non ci sono grossi bivi ma nel dubbio ci teniamo sempre sulla traccia più grande e verso destra.
Tornati su sterrata andiamo a verso destra per raggiungere la strada asfaltata dove andiamo, di nuovo, a destra percorrendo un bel paesaggio di pascoli e vigne. Arrivati ad una via di maggiori dimensioni, cominciamo a seguire le frecce azzurre arrivando alla Cappella di San Pietro di Navione (270 m/slm), giudicata già nel 1651 “molto antica” e oggi in pessimo stato.
Prendiamo a salire in modo graduale per fare ritorno a Piverone, passando nei pressi del cimitero da cui si apre una bella vista panoramica verso sud. Sempre accompagnati dalle viti a pergolato arriviamo a un bivio nei pressi di una torre Belle Epoque.
La via più breve proseguirebbe dritta in discesa fino a confluire sulla SP56, per poi risalire verso il centro ma è un percorso stretto, trafficato e privo di marciapiede. Preferiamo a destra strada Bicocca in salita, anche se così si allunga di un poco la strada. Ci ritroviamo così su via Castellazzo già percorsa all’andata, e ripercorrendo un pezzetto di strada fatta all’inizio torniamo alla partenza.
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 5,5 km
Dislivello: 100 m
Tempo al netto delle soste: 2 h
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali allerte (arpa.piemonte.it)
Link utili
- Da Piverone al Gesiùn. © F. Voglino / A. Porporato
- Da Piverone al Gesiùn. © F. Voglino / A. Porporato
- Da Piverone al Gesiùn. © F. Voglino / A. Porporato
- Da Piverone al Gesiùn. © F. Voglino / A. Porporato
- Da Piverone al Gesiùn. © F. Voglino / A. Porporato
- Da Piverone al Gesiùn. © F. Voglino / A. Porporato
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