Le anguille sono rischio di estinzione a causa della pesca illegale e di altre molteplici minacce. Ma anche nel mondo delle anguille, la diversità è la resilienza sono caratteristiche cruciali nella lotta per la sopravvivenza.
Questa varietà di strategie adottate, che li aiutano ad adattarsi colonizzando habitat distinti, potrebbe fare la differenza per la conservazione di questi pesci dalla caratteristica forma che ricorda un serpente.
Uno studio condotto dall’Università di Ferrara, insieme all’Università di Padova e all’Istituto di Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibf), ha scoperto che non tutte le anguille si comportano allo stesso modo durante la migrazione.
Alcune sono esploratrici instancabili, pronte a risalire forti correnti, altre sono più scalatrici, ovvero esperte nel superare barriere come dighe e sbarramenti. Questo approccio individualizzato riduce la competizione per le risorse e aumenta le probabilità di sopravvivenza della specie.

Una giovane anguilla in risalita campionata durante le azioni di monitoraggio della specie. © Mattia Lanzoni
La diversità è la chiave della sopravvivenza
Secondo il team di ricerca, che ha condotto una serie di osservazioni su un gruppo di ceche campionate nel delta del Po, questa diversità di comportamento è un elemento cruciale per la sopravvivenza della specie: «Contrariamente a quanto si pensa, una migrazione non è sempre un movimento coordinato di massa. In alcune specie, per esempio, ci sono individui che migrano prima, seguiti da altri, o individui che scelgono di non migrare ogni anno. Nello studio sulle anguille, ci siamo concentrati proprio su queste differenze» spiega il dottor Paolo Domenici del Cnr-Ibf.
Le anguille campionate nel fiume Po sono state collocate in vasche sperimentali che simulavano l’ambiente fluviale. I risultati hanno mostrato che alcuni individui erano molto abili nel risalire il flusso continuo, ma trovavano difficoltà con le barriere; al contrario, altri individui avevano successo sugli sbarramenti ma faticavano nel flusso d’acqua.
Il gruppo di ricerca ha concluso che le anguille adottano strategie migratorie diverse, che potenzialmente permettono ai diversi individui di raggiungere habitat distinti del fiume.
La ricerca “Eels’ individual migratory behaviour stems from a complex syndrome involving cognition, behaviour, physiology and life-history”, che offre nuove prospettive per comprendere meglio le esigenze ecologiche delle anguille e contribuire alla loro tutela, è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
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