• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Cosa c’è sui nostri fondali? Una serie tv farà luce sull’enorme quantità di rifiuti
Prima pagina
Uomo e pianeta
Ambiente
Discariche sottomarine

Cosa c’è sui nostri fondali? Una serie tv farà luce sull’enorme quantità di rifiuti

Cosa c’è sui nostri fondali? Una serie tv farà luce sull’enorme quantità di rifiuti
©Igor D’India

Andrea Di Piazza Andrea Di Piazza 12 Dic 2019

Le tantissime immagini pubblicate negli ultimi anni che immortalano rifiuti di ogni tipo spiaggiati in diversi angoli del globo o negli apparati digerenti di vari animali, hanno acuito la sensibilità dell’opinione pubblica sul delicato tema dell’inquinamento marino. L’attenzione dei media, però, fino ad ora si è concentrata soltanto su una frazione dei rifiuti che raggiungono i mari e gli oceani: quelli galleggianti.

Un’enorme quantità di “rifiuti marini” è purtroppo invisibile agli occhi e si trova sui fondali antistanti le nostre coste. Bottiglie, sacchetti, automobili, apparecchi elettronici, giocattoli, batterie e una miriade di altri oggetti che quotidianamente utilizziamo, se abbandonati illecitamente nell’ambiente circostante, possono essere presi in carico dai fiumi che li trasportano negli abissi marini.

©Igor D’India

In questo senso le immagini provenienti dai fondali dello Stretto di Messina, riprese dal ROV utilizzato per le ricerche sottomarine di un gruppo di ricercatori dell’Igag-Cnr (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dell’Università La Sapienza di Roma e pubblicate su Scientific Reports qualche mese fa, sono piuttosto eloquenti: i ricercatori hanno stimato una densità di rifiuti sui fondali dello Stretto che oscilla tra un valore minimo di 121mila oggetti per chilometro quadrato ed un massimo di 1.3 milioni di oggetti per chilometro quadrato.

Una vera e propria discarica. Ad accendere adesso i riflettori su questo problema devastante ci pensa il videomaker Igor D’India con “Abyss Cleanup”, una nuova serie tv/web che farà luce sui rifiuti marini presenti sui fondali di Liguria e Sicilia.

Il progetto

Abyss Cleanup è una serie pensata per la tv e il web in cui, oltre a far conoscere il fenomeno del marine litter al grande pubblico, Igor D’India andrà alla ricerca delle discariche sottomarine presenti tra i 20 e gli 800 metri di profondità e parteciperà ai tentativi di rimuoverle. Le riprese saranno effettuate in Sicilia e in Liguria, con la consulenza scientifica del professor Francesco Chiocci e della dottoressa Martina Pierdomenico, nonché dei ricercatori di Menkab: il respiro del mare. La serie è prodotta in collaborazione con PopCult Docs; tra i parter tecnici confermati, Slam, Easydive e Riccio Blu.

©Igor D’India

“I fondali di Sicilia e Liguria sono tra i più belli al mondo: non possiamo permettere che tutta quell’immondizia rimanga a marcire in acqua”, dichiara Igor D’India. Per girare il promo sono già stati rimossi circa due quintali di copertoni e bidoni dai fondali della provincia di Palermo. L’obiettivo per il prossimo anno è quello di localizzare e bonificare almeno cinque siti entro i primi 20/30 metri di profondità e con il supporto di squadre di sub. Sarà possibile seguire le attività passo dopo passo grazie ai contenuti pubblicati sui social network.

Negli abissi dello Stretto

L’intento della fase successiva è ancora più ambizioso: studiare le discariche a grandi profondità nello Stretto di Messina. “Scendere a 800 metri con i ROV e rimuovere i rifiuti in un canyon sottomarino è una missione pionieristica e molto onerosa. Ma il punto della serie è proprio questo. Come videomaker ho il ruolo di raccontare e sensibilizzare, ma anche e soprattutto di creare una rete di persone, aziende e professionisti capaci di sperimentare soluzioni concrete”, continua Igor.

“Tra le numerose imprese italiane che stanno investendo nella sostenibilità, spero di trovare i partner disposti a co-finanziare la serie. Sarà indispensabile anche il supporto delle istituzioni e degli enti preposti alla sorveglianza e alla sicurezza del mare”.

“Per noi la possibilità di collaborare al progetto Abyss Cleanup rappresenta una buona opportunità – commenta Martina Pierdomenico, ricercatrice presso Igag-Cnr – soprattutto considerando che l’attuale mancanza di navi oceanografiche sta limitando fortemente la ricerca marina in Italia. Con questo progetto potremo acquisire nuovi dati e informazioni per comprendere meglio i fenomeni di trasporto e accumulo di rifiuti in ambiente marino profondo”.

Giulia Calogero, project manager, ricercatrice e consulente scientifica per Menkab, afferma: “Il Mar Mediterraneo è un sistema chiuso molto particolare e sensibile a ogni modifica. Durante le nostre uscite di monitoraggio in mare vediamo quotidianamente l’impatto generato dai rifiuti prodotti dall’uomo. Per questo riteniamo fondamentale prendere parte a progetti come Abyss Cleanup, che permettono al maggior numero possibile di persone di scoprire un problema che ad oggi è ancora troppo nascosto”.

©Lorenzo Refrigeri

L’autore

Igor D’India è un videomaker palermitano già noto per le sue avventure a sfondo ambientalista. Dopo aver ripercorso le orme di Walter Bonatti sul fiume Yukon toccando con mano le conseguenze dei cambiamenti climatici (The Yukon Blues, 2014), ha disceso 9 fiumi in tre continenti a bordo di zattere improvvisate per la serie tv/web The Raftmakers (pubblicata nel 2019) ed è diventato il volto mediatico del movimento per salvare il fiume Oreto di Palermo, che ha percorso a piedi e a nuoto in due occasioni testimoniandone lo stato di degrado. Appuntamento adesso negli abissi marini.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • rifiuti sottomarini

Potrebbe interessarti:

I consigli per ridurre la quantità di rifiuti

I consigli per ridurre la quantità di rifiuti

Dall’Italia alla Turchia: ecco dove vanno a finire i nostri rifiuti

Dall’Italia alla Turchia: ecco dove vanno a finire i nostri rifiuti

Ogni cosa deve finire da qualche parte. Ovvero: i rifiuti ritornano

Ogni cosa deve finire da qualche parte. Ovvero: i rifiuti ritornano

  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}