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Mobilità sostenibile

Auto ibrida: cosa significano le sigle?

Auto ibrida: cosa significano le sigle?

Luca Serafini Luca Serafini 8 Ago 2019

Il 2018 è stato l’anno dei record per le auto elettriche in Italia ed è prevedibile che i bonus da poco introdotti possano dare un ulteriore impulso nel secondo semestre dell’anno, anche se la quota di elettriche in Italia è ancora piccola (4.948 unità vendute su 1.918.123 nuove auto) e poco può fare per contrastare la flessione complessiva del mercato, che nel primo trimestre del 2019 ha segnato –9,6% (rispetto alla media europea del –3,6%). Più diffuse le ibride: 85.894 nel 2018.
È, indubbiamente, un mercato nuovo, dove regna ancora molta confusione tra i potenziali acquirenti e, spesso, le Case sono poco interessate a fare chiarezza. Nel vortice della comunicazione “sostenibile”, spesso l’approssimazione la fa da padrone, con un pizzico di malizia da parte del costruttore, interessato a porre l’accento sulla magica parola “elettrica”.
Esistono, infatti, significative differenze tra l’auto elettrica e quella ibrida, ma ci sono anche differenze tra ibrida e ibrida, sia in termini di uso, sia di limitazione delle emissioni. Un’auto ibrida, infatti, ha due motori, uno a combustione, benzina o gasolio, e uno elettrico. La componente elettrica dà un contributo variabile in funzione della tipologia di ibrido adottata.

MHD (Micro Hybrid Drive)

La parte elettrica non ha un ruolo attivo nello spingere il veicolo. Si tratta semplicemente di un dispositivo “start&stop” evoluto, che spegne il motore durante le soste e lo riavvia per ripartire. Alcuni sistemi anticipano lo spegnimento del motore al di sotto di una velocità minima.

MHEV (Mild Hybrid Electric)

Sono “ibride parziali”, perché il motore elettrico non fornisce mai da solo la spinta, ma si limita a integrare la potenza del motore, riducendo consumi ed emissioni. In frenata il generatore recupera l’energia, che viene accumulata nella batteria. Le auto Mild Hybrid non possono viaggiare in modalità soltanto elettrica. Poiché le emissioni non scendono sotto i 70 g/Km, non accedono all’ecobonus, ma usufruiscono di altri vantaggi, come l’accesso alle zone a traffico limitato ed esenzioni dal bollo in alcune regioni.

HEV (Hybrid Electric Vehicle – Full Hybrid)

Il motore elettrico funziona insieme a quello termico. Le auto Full Hybrid possono viaggiare in modalità 100% elettrica per alcuni chilometri. Recuperano energia in decelerazione e in frenata. Non è presente una presa di corrente in grado di collegarsi alle stazioni di carica. Solo la Toyota Prius rientra nel limite per l’Ecobonus.

PHEV (Plug-in Hybrid EV)

Sono le più complete, perché possono essere collegate a una colonnina di ricarica per aumentare l’utilizzo della parte elettrica. Hanno un’autonomia in modalità solo elettrica molto più estesa rispetto alle Full Hybrid: circa 50 chilometri.

BEV (Battery Electric Vehicle) o EV

Sono le auto elettriche al 100%, prive di motore a combustione. Si ricaricano esclusivamente connettendosi alle colonnine o recuperando energia in frenata.

EREV (Extended Range Electric Vehicles)

Sono auto elettriche con a bordo anche un motore tradizionale con funzione di generatore di corrente. La batteria si ricarica alla spina, ma c’è la possibilità di attivare il motore a scoppio per produrre elettricità e aumentare l’autonomia.

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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