La Pietra di Bismantova, una rocca che appare già da lungi con la sua forma squadrata dalle ripide pareti apparentemente inaccessibili, che si erge contro il cielo. Sembra un imprendibile maniero dalla cui sommità i signori del luogo sorvegliano indisturbati il territorio.
Ebbene, non è poi così inaccessibile, tanto che si dice che tra gli escursionisti che ne han calcato la vetta si conta un certo Dante Alighieri in viaggio nel 1306 da Padova alla Lunigiana. Il Sommo ne rimase così impressionato da citarla nella sua opera:
Montasi su in Bismantova in cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli
(Purgatorio, IV canto, versi 26, 27).
Benché non ci trovi sugli Appennini siamo comunque all’interno del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, poiché una sottile lingua della riserva si estende a inglobare questa curiosità geologica.
Partiamo dal parcheggio (870 m/slm) che, guarda caso, porta il nome di Dante, e guardando alla rocca sembra proprio impossibile risalirne le grigie e ripide pareti.
Una scala ci porta in salita al tornante della strada asfaltata, nei pressi di pannelli metallici che indicano le cime visibili all’orizzonte, e da qui raggiungiamo agevolmente il suggestivo Eremo di Bismantova, un piccolo edificio seicentesco addossato alla roccia e protetto sul davanti da un grandioso acero.
Proseguiamo quindi per la stradina selciata vicina alla statua di San Bernardo e con salita graduale superiamo il rifugio, aggirando la base della Pietra all’ombra della vegetazione.
Verso destra alcune tracce che si allontanano dal sentiero principale e portano alle pareti di arrampicata ma noi ci teniamo sempre sulla via principale che ci porta ad una radura erbosa. Giriamo ora decisamente a destra per il sentiero indicato dal cartello “pianoro sommitale” che in salita si incunea, letteralmente, tra la roccia. Nessuna difficoltà alpinistica, solo un sentiero un po’ ripido da affrontare con le adeguate calzature, ma molto suggestivo che ci porta all’ampio pianoro che caratterizza la cima (1.020 m/slm).
Cominciamo il giro della sommità percorrendola in senso antiorario cercando i punti di vista più spettacolari sulle dolci colline all’orizzonte punteggiate da boschetti, radure e paesini, e sulle ripide falesie della Bismantova, camminando attraverso spazi erbosi o piccoli boschetti.
L’andamento è un blando sali e scendi e sul punto più alto (1.041 m/mslm) troviamo una sorta di altare di pietra e da qui cominciamo a scendere fino a raggiungere una strada sterrata che seguiamo verso sinistra.
Camminiamo su di un lato meno panoramico ma più fresco e boscoso, la stradina si trasforma presto in una piacevole pista erbosa, ed eccoci arrivare alla radura incontrata in precedenza da cui ripercorriamo la strada fatta all’andata per tornare al punto di partenza.
- La Pietra di Bismantova. © F. Voglino/A. Porporato
- La Pietra di Bismantova. © F. Voglino/A. Porporato
- La Pietra di Bismantova. © F. Voglino/A. Porporato
- La Pietra di Bismantova. © F. Voglino/A. Porporato
Note
Dati totali
Lunghezza: anello di 3,5 km
Dislivello: 200 m
Tempo al netto delle soste: 1 h 15 min
Parcheggio di Piazzale Dante: comune di Castelnovo Ne’ Monti (RE), a pagamento tutti i giorni dal 1 maggio al 30 settembre, nei weekend il resto dell’anno.
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