Il massiccio del Gennargentu, nel cuore della Sardegna centro-orientale, è una vasta area montuosa caratterizzata da un substrato di scisti e graniti.
La vetta più alta dell’isola, Punta Lamarmora, con i suoi 1834 metri sul livello del mare, regala una vista mozzafiato su tutto il territorio circostante. Nei mesi invernali le nevicate sono frequenti e la suggestione del paesaggio cresce ancora di più quando i pendii ghiacciati vengono attraversati dai mufloni, che muovendosi in gruppi numerosi si spostano da un versante all’altro in cerca di cibo.
Queste suggestioni sono state cercate e trovate con ostinazione durante una meravigliosa giornata di caccia fotografica dedicata proprio a questi sorprendenti ungulati.
Io e Marco stiamo camminando da più di un’ora. Il sentiero è stato ormai abbandonato. L’aria fredda entra nei polmoni come una lama, la stanchezza della salita inizia a farsi sentire e proprio quando iniziamo a dubitare dei possibili incontri il silenzio viene rotto da un suono inconfondibile di zoccoli.
Circa 150 metri sopra di noi, un gruppo di mufloni è appena scomparso nella nebbia. Il manto ghiacciato inizia a scricchiolare sotto le suole degli scarponi. Continuiamo la salita a ritmo sostenuto ma sempre cercando di non fare rumore.
L’incontro con gli animali avviene in una radura scoscesa. Un gruppo di adulti, maschi e femmine, ci concede qualche scatto a grande distanza prima di nascondersi dietro un picco di roccia. Il contesto del paesaggio innevato è meraviglioso.
La nostra attenzione viene catalizzata da un movimento nella valletta che abbiamo appena percorso. A una cinquantina di metri, un pastore fonnese dal manto striato e raso ha appena posato lo sguardo sopra di noi. Questa antica razza di cani da guardiania tipica della Sardegna è conosciuta in particolare per il forte temperamento e le sue origini sembrano essere millenarie. La sua reazione non è rumorosa e scomposta come quella di un maremmano. Si limita a fissarci e avanzare verso di noi, che decidiamo giustamente di allontanarci a passo lento ma deciso. Il cane da pastore crea il vuoto tra noi e il gregge che conduce, seguito da due cuccioli che presto impareranno il “mestiere”.
Lasciamo che tutte le capre si allontanino e proseguiamo la nostra caccia fotografica.
Stiamo strisciando in mezzo ai cespugli in direzione di due grossi mufloni adulti, quando una coppia di aquile ci passa sopra la testa solcando il cielo plumbeo. Immobili senza fiatare assistiamo alla danza della natura che in questi spazi immensi sembra volersi mostrare in tutta la sua grandezza.
Soddisfatti per gli incontri della giornata rientriamo in paese per scaldarci davanti a una tazza di tè.
Il selvaggio Gennargentu ci accoglierà ancora in altre occasioni.
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