Spesso abbiamo la necessità di riflettere su quanto sia importante cambiare nella vita, in particolar modo in questi ultimi tempi; ma occorre precisare che cambiare lo si deve intendere in meglio e soprattutto non vuol dire diventare ipocriti. Cambiare idea è sintomo di intelligenza, si suol dire a volte. Certo, ma non significa tradire degli importanti principi di vita né voltare le spalle ai grandi valori. Sicuramente lo si può fare, ma non è il cambiamento di cui tanto parliamo in questa sede.
Non dobbiamo rinnegare il nostro passato ma allo stesso tempo non dobbiamo marcire guardando solo indietro. Il passato è fondamentale per tutti noi, ciò nonostante tradiremmo ciò che esso ci trasmette se preferissimo rimanere ancorati ai ricordi anziché andare avanti: un fiume scorre sempre verso la sua foce.
Noi come esseri umani abbiamo l’onore, il privilegio e la responsabilità di fare memoria e ricordo, due cose che possono essere anche distinte, ma entrambe vive. Fare memoria significa riprodurre nella mente (la parola deriva da un verbo greco) un’esperienza passata; ricordare invece ha al suo interno la parola latina cor, che significa cuore, infatti il ricordo è ciò che una data esperienza, un incontro, delle parole hanno lasciato dentro di noi, nella nostra coscienza, nel nostro cuore.
Perciò cambiare significa muoversi rimanendo saldi, sembra quasi una di quelle massime zen apparentemente senza senso, ma è così: dobbiamo avere la speranza per guardare avanti, ricordando i nostri passi e soprattutto vivendo il momento presente. In questo modo potrò cogliere i cambiamenti e cambiare io di conseguenza, pur rimanendo fedele a me stesso.
Questo concetto è espresso al meglio dallo scrittore francese Victor Hugo:
Fate come gli alberi: cambiate le foglie e conservate le radici; cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi.
Il poeta francese amava molto gli alberi e la Natura in generale, perciò non è un caso che abbia trovato un’immagine simile per questo nobile concetto.
Per poter continuare a vivere seguendo la ciclicità del tempo, molti alberi devono cambiare la loro condizione fisica, perdendo quindi le foglie, ma essi continuano ad essere alberi, conservando le radici. Se un albero perde le foglie o un ramo secco, se germoglia in primavera e fiorisce cambiando colori, non perderà mai la sua essenza, la sua “alberità”.
Allo stesso modo siamo chiamati a fare anche noi. Possiamo cambiare idea, anzi qualche volta dobbiamo, poiché in certi casi potrebbe diventare vitale e siamo chiamati a farlo innanzitutto nella quotidianità. Quante volte abbiamo detto o sentito dire questa frase: “ma noi qui abbiamo sempre fatto così”; perché a quanto pare l’essere umano ha quasi sempre paura delle novità, di qualcosa di nuovo che scombini la nostra routine abitudinaria (e così monotona però!). In questo modo però congeliamo il cambiamento e la nostra vita muore assiderata, anche se stiamo continuando a camminare e a mangiare.
Se ci dessimo una scrollata di spalle e osservassimo anche intorno a noi, la nostra amata Natura, ci accorgeremmo con stupore che dovremmo avere fiducia nei cambiamenti, che i nostri sensi, allenandoli, capirebbero se si tratta di novità giuste o meno.
Se dunque cambiamo idea pur conservando i nostri principi, saremo in grado di crescere ben radicati, con un bellissimo e saldo tronco, che resiste alle tempeste; ma soprattutto porteremo buoni frutti.
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