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UNICO ED ECCEZIONALE

Chi è il maiale

Per la legge italiana, è considerato un animale domestico da compagnia alla pari di un cane

Chi è il maiale
© chx69 via pixabay.com

Redazione Redazione 21 Dic 2024

 

di Mariangela Corrieri

Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze

 

Il maiale è un animale di Dio come tutti gli altri,

a cui si fa l’atroce torto di paragonarlo

a certi esseri umani.

(Anonimo)

 

Il maiale è un cinghiale che l’uomo ha addomesticato circa 7.000 anni fa. Maiali e cinghiali appartengono alla stessa specie, Sus scrofa.

Secondo Roberto Marchesini (filosofo, etologo, saggista), il maiale è un animale da compagnia a tutti gli effetti, un animale unico ed eccezionale, dalle grandi capacità comunicative, con una spiccata socialità e sensibilità, capace di creare forti legami con i propri simili, coopera e impara anche per imitazione.

I maiali sono dei grandi chiacchieroni, capiscono il loro nome e tendono a rispondere con un sonoro grugnito. Si relazionano con noi umani e fra di loro con grugniti sempre diversi. Un grugnito per l’allerta uno per il cibo uno per il saluto e anche per il rammarico. Sono animali miti e intelligentissimi tanto da essere utilizzati nella Pet therapy.

 

L’immaginario comune su questi animali è lontanissimo dalla realtà. «Si pensa, erroneamente, che siano sporchi, aggressivi e stupidi. Al contrario sono esseri estremamente sensibili, delicati e puliti. E, se gli viene permesso di vivere in condizioni idonee al loro benessere, apprezzano il contatto umano, la vicinanza e la condivisione di momenti di gioco» dichiara Margherita Carretti, etologa, naturalista e operatrice di Pet therapy.

 

Chi vive con un maiale per amico, conferma che questi animali sono speciali, affettuosi, pacifici, curiosi e protettivi nei confronti del loro branco umano o animale che sia. Amano l’acqua, giocano con la neve e se si butta loro una palla la riportano come fa il cane. Amano la musica e se sentono suonare si rilassano e si appisolano. Se una persona canta, cantano (grugniscono) con lei.

Adorano le carezze sulla pancia e gorgheggiano di felicità muovendo la coda come fa il cane.

Sono animali molto delicati, mai invadenti non amano la confusione. I maiali si divertono e ridono quando sono rilassati e in pace con il mondo. Lanciano grugniti di dolore alla morte di uno di loro. Sono ricettivi, possono persino essere permalosi se vengono sgridati. Si rotolano nel fango quando devono proteggersi dal sole e dagli insetti. Sono attenti all’igiene e fanno i bisogni sempre nello stesso posto, mai nei luoghi in cui dormono. Ci tengono a dormire in giacigli di paglia puliti e asciutti.

Il Ministero della Salute ha emanato le nuove regole di detenzione e tutela dei suini non destinati alla produzione di alimenti inserendo il maiale nella categoria dei “pet”. Va tenuto con microchip e non può subire maltrattamenti nè abbandono, come da leggi vigenti. Il limite numerico è fino a due animali. Di conseguenza, il giudice del Tar Abruzzo, nel caso specifico della provincia di Pescara, ha stabilito, con sentenza del 2 luglio 2022 numero 291, che «Il maiale è considerato un animale domestico da compagnia alla pari di un cane ed essendo inserito nella categoria dei pet, non se ne può vietare l’adozione in casa privata».

Ma…

C’è un “ma” grande come una montagna.

maiale

© chx69 via pixabay.com

Il maiale tenuto come animale d’affezione è protetto, tutelato dalle leggi, anche amato, il maiale allevato per essere utilizzato come alimento non ha nessuna tutela… anzi, a prescindere dai pochi suoi fratelli salvati dalla morte, che vivono nelle famiglie o nei Santuari per animali liberi, i maiali allevati per l’alimentazione soffrono tantissimo e nessuna compassione, tanto meno rispetto viene riconosciuto alle loro vite.

Anche se la correlazione fra consumo della loro carne e problemi di salute non è una novità. Lo aveva già dichiarato nel 2015 la IARC  (International Agency for Research on Cancer) per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e a darne ulteriore conferma è stata, nel 2017, l’autorevole rivista scientifica British Medical Journal sottolineando come il consumo di questi alimenti incrementa la mortalità umana che può arrivare addirittura al 26%, poiché l’uso della carne rossa è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ad alto livello di cancerogenicità.

In Italia nel 2024 si contano poco meno di 100.00 allevamenti, con poco più di 8 milioni di suini, che si concentrano in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

Gli animali all’ingrasso vivono in situazioni di sovraffollamento (che provocano stress e anche aggressioni), sotto la luce artificiale, sui pavimenti a grate in cui si incastrano le zampe, con le deiezioni che finiscono nei pastoni. In Italia i maiali vengono macellati a 9 mesi di vita per 160 kg di peso.

Le scrofe vengono inseminate artificialmente all’interno di piccolissime gabbie di gestazione dove vivranno quasi tutta la loro breve vita, parto dopo parto per poi finire al macello come tutti gli altri maiali storditi con una scarica elettrica e, subito dopo, con un colpo in testa. Infine sgozzati e lasciati agonizzanti per diversi minuti.

 

Negli ultimi anni varie associazioni hanno svolto indagini in incognito negli allevamenti. Un viaggio all’inferno.

Sono stati trovati:

  • maiali feriti con orecchie e code mangiate (cannibalismo)
  • cadaveri lasciati nei corridoi pieni di vermi
  • scrofe con le vagine rovinate da infezioni
  • piccoli incapaci di camminare con le zampe incastrate nelle grate del pavimento
  • piccoli schiacciati dalle madri nelle gabbie di gestazione
  • decine e decine di tumori non curati e infezioni agli occhi
  • animali in fin di vita lasciati agonizzare
  • maiali ammassati, feriti anche gravemente, con le code mozzate ancora sanguinanti
  • topi che circolano liberamente.

L’efferatezza maggiore viene però compiuta nei primi sette giorni di vita ai lattonzoli. I maialini appena nati vengono strappati con violenza alla madre. Il maialino urla per il dolore e lo spavento mentre la madre assiste impotente e osserva disperata, chiusa dentro la sua gabbia di gestazione. Il neonato viene sottoposto a ripetute iniezioni di ferro, alla castrazione chirurgica (per evitare l’odore di verro della carne causato da un ormone che però ha un’incidenza del solo 3,31% ed esistono alternative come la vaccinazione usata già in 63 paesi del mondo), all’amputazione della coda e infine alla stroncatura dei denti. Il tutto senza anestesia (solo alcuni Paesi in Europa la usano), con un unico bisturi per lo più non sterilizzato, praticato da semplici operai senza la presenza di un veterinario. Terminate le amputazioni vengono letteralmente scaraventati sanguinanti nei box come fossero sacchi di spazzatura.

Tutto ciò è considerato legale dalla normativa in vigore negli stati europei.

L’assurdità è che, da una parte abbiamo leggi che difendono gi animali e dall’altra forme di tortura legalizzate.

Perché? Che differenza c’è tra un maiale che vive in casa e uno che sopravvive in allevamento o… in un laboratorio di ricerca medica?

 

Un vecchio adagio inglese dice: «Il cane ti guarda dal basso in alto, il gatto dall’alto in basso, ma il maiale da pari a pari». C’è del vero nella saggezza popolare di questo detto. I maiali hanno più o meno lo stesso peso degli esseri umani e ci assomigliano per svariati aspetti. Gli organi dei maiali sono così simili ai nostri che la chirurgia ha fatto ricorso alle valvole cardiache dei suini per sostituire la valvola mitrale o la valvola aortica, o il cuore dei malati.

(Jeffrey Moussaieff Masson)

La differenza c’è, è una sola. Non il rispetto, l’empatia, la compassione, il riconoscimento di una vita ma “l’interesse umano” che usa la crudeltà, l’ignoranza e l’indifferenza per il proprio scopo. In questo modo la coscienza viene silenziata, l’animale non è più un essere senziente, che ha paura, che ama, soffre, ma un oggetto, una cosa, un meccanismo cartesiano.

 

Gli animali da fuori guardavano il maiale e poi l’uomo,

poi l’uomo e ancora il maiale:

ma era ormai impossibile dire chi era l’uno e chi l’altro.

(George Orwell, La fattoria degli animali)

 

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