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SASSO SIMONE E SIMONCELLO – SECONDA PARTE

Cinque specie da osservare attorno al Monte Carpegna

Cinque specie da osservare attorno al Monte Carpegna
Giglio Martagone. © F. Tomasinelli

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 4 Giu 2020

 

Guarda la prima parte con il racconto dell’escursione lungo le rupi scoscese del Sasso Simone e Simoncello

Nel cuore dell’Appennino marchigiano, tra Marche e Romagna, si trova la più estesa e meglio conservata foresta di cerro italiana, che ospita numerose specie di animali selvatici e una ricca vegetazione. Ecco cinque specie da osservare.

 

1. Giglio Martagone

Questo bellissimo giglio di colore rosa vivo è una specie protetta, legata alle praterie e ai boschi di collina e montagna. La cerreta attorno ai Sassi a giugno e luglio si colora di questi gigli nelle radure a lato del sentiero. Nelle praterie a Sud è presente anche il giglio di San Giovanni.

2. Silvano Azzurro

I fiori delle piante di sambuco, ebbio e rovo delle radure di foresta e dei margini del sentiero in primavera attraggono molte farfalle. Una delle più belle è il silvano azzurro (Limenitis reducta) specie molto comune attorno ai Sassi. Come accade in molte altre farfalle, il colore delle sue ali cambia radicalmente dalla pagina superiore a quella inferiore.

Silvano Azzurro

Silvano Azzurro. © F. Tomasinelli

3. Succiacapre

Di giorno si nasconde al suolo nel bosco di cerro, ma la sera è più facile da avvistare. Si tratta del succiacapre, curioso uccello notturno che caccia insetti in volo e ha un richiamo molto caratteristico, simile al trillo costante della cavalletta con rapidi cambi di tono.

Succiacapre

Succiacapre. © F. Tomasinelli

4. Orchidea Scimmia

Il nome è dovuto alla forma dei fiori che ricorda il profilo di una scimmia, con tanto di coda. Orchis simia è piuttosto rara e si incontra ad aprile e maggio. Nella zona dei Sassi fiorisce sul margine dei calanchi sotto il Sasso Simone e lungo la strada che da Pennabilli conduce ai Sassi.

Orchidea scimmia

Orchidea Scimmia. © F. Tomasinelli

5. Averla Piccola

È uno dei nostri più affascinanti uccelli predatori, noti per infilzare piccoli insetti e rettili sulle spine dei cespugli con lo scopo di allestire piccole dispense temporanee. Lunghi meno di 20 cm, coda compresa, si incontrano sul versante Sud dei Sassi da maggio ad agosto inoltrato.

Aversla piccola

Averla Piccola. © F. Tomasinelli

La scheda dell’itinerario

  • Per chi: adatto a tutti.
  • Lunghezza: circa 6 km in tutto, escluso il giro sulla sommità del Sasso di Simone.
  • Durata: circa 5 ore per l’escursione completa, l’intera giornata con deviazioni e osservazioni naturalistiche.
  • Dislivello: 250 metri.
  • Cartografia: cartine dettagliate si trovano presso i centri visita del parco. Il sentiero è segnato, ma è meglio disporre di una mappa.
  • Periodo: dalla primavera inoltrata all’inizio dell’autunno.
  • Equipaggiamento: indispensabili le scarpe da trekking, molto utile un binocolo per osservare gli uccelli sulla rupe.
  • Come arrivare: In automobile: per chi viene da Sud sulla A14 si esce a Pesaro e poi SS423, fino a Montecchio, e poi Pietrarubbia e Carpegna. Per chi viene da Nord sulla A14, uscita Rimini Nord, poi SS9 fino a Santarcangelo, Ponte Verucchio, SS258 Marecchiese, Ponte Messa, Pennabilli. Dalla Riviera, sempre A14 con uscita a Rimini Sud, SS258 Marecchiese, San Leo, Villagrande di Montecopiolo. Il punto di partenza dell’itinerario è il Passo Cantoniera, sulla strada asfaltata tra Pennabilli e Carpegna.
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