Dal 2018 la Cina, uno dei mercati più importanti per il commercio di avorio, metterà al bando ogni forma di commercio interno di manufatti derivati dalle zanne di elefante. Questo provvedimento epocale è ancora poco conosciuto, pur essendo proprio la Cina uno dei maggiori utilizzatori di avorio del mondo, nonché crocevia di quasi tutti i traffici illegali. Con questo provvedimento, che era nell’aria da tempo ma comunque inaspettato per la tempestività con cui è stato adottato, la Cina si metterà al passo con tantissimi altri paesi nella tutela degli elefanti dal bracconaggio. Sulla decisione hanno pesato la volontà del paese di voler dimostrare al mondo la sua “nuova” attenzione verso i temi ambientali, ma anche gli interessi economici sempre più rilevanti che i cinesi hanno nel continente africano.
Secondo un sondaggio realizzato da Globescan per Traffic e WWF International l’86% degli intervistati, su un campione rappresentativo della popolazione cinese, si è dichiarato favorevole al bando e alla conseguente maggior tutela delle popolazioni degli elefanti. Molte persone hanno inoltre dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti in avorio negli ultimi tre anni, quando il governo ha cominciato a parlare della necessità di porre un freno al commercio. Nel frattempo, come effetto dell’imminente bando, il prezzo dell’avorio è crollato, a dimostrazione della consapevolezza dei commercianti sull’efficacia del divieto e sulle sue modalità di applicazione.
Ora il servizio Traffic e il WWF hanno pubblicato i risultati della ricerca nel report “Demand under the Ban: China ivory consumption research 2017” (La domanda ai tempi del bando: indagine 2017 sul consumo di avorio in Cina). Secondo quanto dichiarato all’agenzia di stampa ADN Kronos da Margaret Kinnaird, WWF Wildlife Practice Leader: «La Cina ha dimostrato una forte leadership su questo pressante tema, in una regione flagellata dal commercio illegale di fauna selvatica. Un grande passo e un grande impegno per assicurare un futuro all’elefante africano. Chiudendo le porte del più grande mercato legale di avorio inizieremo il 2018 un passo più vicini alla creazione di un mondo in cui la domanda di questo prodotto animale sia fortemente ridotta».
Non resta che attendere i risultati concreti che deriveranno da questo bando ma sicuramente servirà anche a esercitare un miglior controllo sul traffico di avorio illegale. L’oro bianco, infatti, d’ora in poi non potrà più essere contrabbandato sfruttando falsa documentazione di provenienza e la presenza di una zona grigia in cui legalità e crimine potevano convivere. L’efficacia del provvedimento in pratica sarà misurabile dalla contrazione degli abbattimenti illegali di elefanti che si spera possano davvero crollare ai minimi storici.
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