Il decreto del Ministero dell’Ambiente di declassamento del lupo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e va a modificare gli allegati del DPR 357/1997, il regolamento che attua in Italia la Direttiva Habitat.
Con questo provvedimento il lupo viene spostato dall’Allegato D, che prevede una protezione rigorosa, all’Allegato E, che include le specie per cui possono essere previste misure di gestione e di prelievo meno rigorose.
Si tratta del passaggio formale con cui l’Italia recepisce il declassamento del lupo nel quadro delle normative europee.
Il lupo non è una specie cacciabile
«È fondamentale chiarirlo subito: il lupo non diventa una specie cacciabile e non partono automaticamente gli abbattimenti» spiega l’Associazione “Io non ho paura del lupo”, che da ormai 10 anni impegnata nel favorire la coesistenza con il grande predatore.
Il Decreto non dà il via libera ad abbattimenti indiscriminati, né stabilisce che il lupo diventi una specie cacciabile. La normativa europea prevede, infatti, che qualsiasi intervento sia compatibile con il mantenimento della specie in uno stato di conservazione soddisfacente e che sia dunque fondato su una conoscenza solida e aggiornata della popolazione di lupo.
Potranno essere abbattuti fino a 160 lupi
È stato anche pubblicato anche un decreto che fissa il “tasso massimo annuo di prelievo”, ripartito per Regioni e Province autonome.
Nell’anno 2026, in Italia potranno essere abbattuti in totale 160 lupi a fronte di una popolazione stimata di circa 3500 esemplari.
Questa quota rappresenta un limite massimo teorico, un tetto di sicurezza entro cui potrebbero collocarsi eventuali autorizzazioni, ma non è un obiettivo da raggiungere e non autorizza da sola alcun intervento.
Il rischio di una gestione inappropriata
«Il declassamento del lupo segna un passaggio importante: cambia l’impostazione della gestione e si apre una nuova fase, più aderente ai territori e fondata sull’equilibrio tra tutela della fauna selvatica e sicurezza delle comunità» commenta l’assessore con delega alla Caccia della Regione Marche, Giacomo Bugaro, che ha sottolineato che la sua Regione, in base al Decreto, potrà abbattere 8 lupi. «Partiremo da un monitoraggio della presenza sul territorio –– e, insieme a ISPRA e al Ministero dell’Ambiente, definiremo come intervenire nei casi di lupi problematici o potenzialmente pericolosi» dichiara Bugaro.
Ma un problema centrale, secondo l’Associazione “Io non ho paura del lupo” è proprio quello del monitoraggio. «Oggi molte Regioni hanno ancora a disposizione pochissimi dati sulle proprie popolazioni di lupo. Lo dimostra anche il recente studio sulla mortalità del lupo in Italia, che abbiamo condotto e pubblicato di recente basandoci sui dati istituzionali disponibili: in molte aree il monitoraggio è frammentario o assente, disomogeneo o fermo a diversi anni fa. Senza dati solidi su consistenza, distribuzione e mortalità reale, è impossibile parlare seriamente della gestione di una specie».
Il lupo è tornato per restare
Da troppo tempo il tema lupo viene utilizzato come terreno di scontro politico e strumento di propaganda. In questo contesto, l’Associazione ribadisce che la vera priorità è e deve restare la prevenzione. «Il lupo è tornato per restare: pensare di governare questa presenza solo con strumenti repressivi o emergenziali è illusorio. Oggi più che mai servono investimenti strutturali sulla prevenzione dei conflitti: recinzioni elettrificate, cani da guardiania, assistenza tecnica agli allevatori, nuove tecnologie, informazione sul territorio sulle buone pratiche di coesistenza».
«La partita vera si gioca su tre elementi: chiarezza normativa, qualità del monitoraggio e capacità di intervento tempestivo nei rari casi realmente critici per la sicurezza. Senza queste basi, il rischio concreto è che aumentino solo le battaglie legali e la confusione, mentre i problemi reali di convivenza restino irrisolti» conclude “Io non ho paura del lupo”.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





