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SAFARI AFRICANO - SECONDA PARTE

Dormire in tenda nei parchi del Botswana: le 5 specie da osservare

Dormire in tenda nei parchi del Botswana: le 5 specie da osservare
Alla sera il bivacco è illuminato dal fuoco, che serve anche per tenere lontani gli animali. ©Francesco Tomasinelli

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 10 Apr 2020

Guarda la prima parte del safari nella natura mozzafiato del Botswana

 

Molti viaggiatori sono angosciati dalla presunta pericolosità degli animali della savana. Ma, anche se può sembrare sorprendente, in Botswana gli incidenti con la fauna selvatica sono pochissimi perché nelle aree protette operano guide molto capaci, che sanno prevenire i problemi.

Dormire in tenda tra leoni, leopardi, elefanti e iene, senza la protezione di recinti e sentinelle armate, può sembrare una scelta imprudente. In realtà, gli animali sono molto poco interessati alle tende, a patto che siano ben chiuse e non ci siano parti sporgenti di alcun tipo.

È importante sapere che non si deve portare cibo all’interno e che, se si sentono dei rumori, bisogna stare calmi, non gridare e non fare clamore improvviso. Infine, se si deve andare in bagno, è meglio farlo prima di coricarsi: alzarsi nel cuore della notte per raggiungere una buca nella savana non è una buona idea.

Anche per i safari in auto ci sono una serie di precauzioni da adottare. Come avviene dinnanzi alle tende, la maggior parte degli animali identifica la vettura e i turisti che trasporta come un unico oggetto di scarso interesse.

Con i felini, però, è importante non agitarsi, non sporgersi fuori dal mezzo e non gridare, perché questi comportamenti potrebbero risvegliare l’attenzione degli animali. Al resto (guida e orientamento, rispetto delle regole fissate dai parchi, distanze di sicurezza dagli animali) penseranno sempre le guide.

Sull’Africa vengono narrate frequentemente storie terrorizzanti di animali che hanno attaccato l’uomo, ma il più delle volte, andando ad analizzare le dinamiche degli incidenti, si scopre che la vittima ha agito in maniera sconsiderata o ha commesso errori madornali.

Le aggressioni ingiustificate sono davvero rare. In fondo, un po’ di paura fa parte del divertimento in questo tipo di viaggio. Trovare le impronte di un leone o di una iena al mattino, non lontano dalla propria tenda, provoca sempre una certa emozione.

 

Le 5 specie da osservare

 

Licaone

©JSWANEPOEL/Istock.com

Nel Moremi Game Reserve, più che in qualunque altro luogo africano, è possibile vedere questo predatore. Il momento ideale va da giugno a ottobre, quando le coppie allevano i piccoli, mentre a settembre e ottobre si possono vedere i giovani durante le loro prime uscite dalle tane.

 

Baobab

©Francesco Tomasinelli

Adansonia digitata è la specie più massiccia e famosa dell’Africa. Tipico della savana, anche arida, questo albero sorge in piccoli gruppi negli spazi aperti. A novembre e dicembre produce bellissimi fiori rossi. Nel nord del Botswana i più maestosi si trovano nell’area del Savuti.

 

Sitatunga

©J.CVRK/Istock.com

Questa antilope si è adattata agli habitat umidi: ha lunghi zoccoli per non sprofondare e si immerge sott’acqua per sfuggire ai predatori. Frequenta le aree più ricche d’acqua del Moremi Game Reserve. Più comune, ma meno specializzata e più piccola, è l’antilope “red lechwe”.

 

Leopardo

©Francesco Tomasinelli

Le foreste rade attorno ai fiumi e alle formazioni rocciose sono fra gli habitat preferiti da questo felino, che qui raggiunge alte densità. Le rocce del Savuti, nel Chobe National Park, sono un habitat unico per vedere il leopardo, soprattutto mentre caccia di sera.

 

Gruccione coda di rondine

©Francesco Tomasinelli

Si può vedere per gran parte dell’anno, soprattutto nella savana con acacie. È il gruccione dalla coda di rondine, di un magnifico verde smeraldo e con la tipica coda forcuta. Nelle aree umide dell’Okavango si può invece incontrare il più raro gruccione carminio.

 

Scheda tecnica del viaggio

• Quando

Il periodo migliore per dedicarsi all’osservazione dei grandi mammiferi è la stagione secca, da maggio a novembre. Le temperature sono miti all’inizio, ma si alzano parecchio a ottobre e novembre. La piovosità rimane sempre molto scarsa. In questo periodo la vegetazione è più rada e gli animali tendono a concentrarsi attorno all’acqua, facilitando gli avvistamenti. La stagione delle piogge va da dicembre a marzo, anche se sono precipitazioni piuttosto imprevedibili. Nei giorni peggiori molte strade possono diventare inaccessibili per il fango. In compenso, questa è la stagione migliore per la fauna minore (rettili, anfibi, insetti) e per osservare gli uccelli in livrea riproduttiva.

• A chi rivolgersi

www.botswanatourism.co.bw

www.earthviaggi.it

https://deltacruisersafari.com

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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  • botswana

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