Dagli esperti del Cetacean Strandings Emergency Response Team (CERT) è arrivata la conferma che la balenottera comune (Balenoptera physalus) rinvenuta a metà gennaio priva di vita nella acque di Sorrento, con i suoi 19,77 metri di lunghezza è la più grande che sia mai stata misurata nel Mediterraneo.
Con ogni probabilità si tratta di un esemplare molto anziano, tanto che potrebbe aver sfiorato il secolo di vita. Quanto alle cause della morte, la squadra di medici veterinari che hanno effettuato gli esami necroscopici a Napoli, dopo che la Guardia Costiera era riuscita nell’impresa titanica di trainare fino a lì il cetaceo, non hanno riscontrato lesioni che possano far pensare ad un particolare quadro patologico, a una collisione con un’imbarcazione, a una cattura accidentale o all’ingestione di plastica, tra le cause più frequenti di mortalità dei grandi cetacei nei nostri mari.
Il mistero del piccolo scomparso
Non solo. La balenottera non ha allattato di recente e non può quindi essere la madre dell’esemplare più piccolo che era stato filmato mentre sbatteva in palese difficoltà contro la banchina del porto. E sulla cui sorte resta il punto di domanda, dato che non è stato rinvenuto sul fondale nonostante i grandi sforzi della Guardia Costiera. “I cetacei sono mammiferi e un piccolo sotto i sei mesi ancora allattato – spiegano i ricercatori dell’Istituto Tethys – purtroppo non può sopravvivere da solo. La speranza è che fosse già svezzato e sia riuscito ad allontanarsi o che abbia ritrovato la madre.”
Un pezzo da museo
Risposte più precise sulla vicenda, tra cui l’eventuale presenza del morbillivirus, spesso causa di morte nei cetacei, come nel caso dei capodogli nel 2019, potranno arrivare dai risultati delle analisi di laboratorio predisposte nel corso delle prossime settimane.
Intanto, i responsabili dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, insieme al Comune di Sorrento e a Marevivo, stanno cercando la soluzione migliore per recuperare a fini museali ed educativi lo scheletro della gigantesca balenottera, entrata a pieno titolo come record nel database ufficiale degli spiaggiamenti nei mari italiani.
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